Con Riccardo Fortuna la storia dell'eccidio di Pontelandolfo a fumetti

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Riccardo Fortuna, pittore laureato presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, grafico e fumettista, ha realizzato una Graphic Novel dal titolo “Agosto 1861 – Pontelandolfo”. “Ho inteso dare il mio contributo professionale e personale – ha scritto l’artista nella nota inviata al sindaco Testa con la quale informava il primo cittadino dell’opera - affinché la comunità nazionale conosca e riconosca la verità storica e le circostanze che oppressero la sua Comunità. Circostanze delle quali il presente di noi tutti è figlio”. Con il suo lavoro Riccardo Fortuna ha inteso mettere la sua arte a disposizione dei fatti. Nel trattare un argomento così serio e delicato, l’artista romano ha usato il massimo rigore nei riferimenti bibliografici: dal Molfese, a Mach Smith, dal De Sivo, a Pino Aprile, Antonio Gramsci, De Witt, Gigi Di Fiore, dai tanti contributi raccolti tramite internet e dai vari scritti su Pontelandolfonews e da quelli di Antonio Pagano. “Comprendo le sue ragioni – ha altresì evidenziato il fumettista nella nota indirizzata al sindaco - e credo che una comunità nazionale che, come la nostra, per lo più ignora i fatti del suo passato, non sia in grado di comprendere a pieno il presente, né tantomeno di disporre liberamente del suo futuro. Condivido la vostra battaglia e sperando di fornire uno strumento utile alla restituzione di verità e dignità che meritate e merita la storia di tutti gli oppressi”. L’artista Fortunato, che ha depositato l’opera presso la SIAE, considererà realmente finita l'opera solo dopo averla sottoposta all'attenzione del primo cittadino di Pontelandolfo “più di ogni altro – ha scritto infine il pittore - quale principale interprete sociale della comunità e massimo rappresentante istituzionale”. Per narrare la bruciante storia di Pontelandolfo, dunque, Riccardo Fortuna ha scelto il fumetto anziché altre forme espressive, "perché il fumetto trascina, pagina dopo pagina, un volume di informazioni superiore. Perché il fumetto veicola più facilmente i contenuti a tutti, anche ai ragazzi nelle scuole. Secondo l’artista capitolino, “il fumetto non sta appeso da qualche parte, ma passa di mano in mano, è d'impatto immediato e circola velocemente".



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