Crisi rifiuti e vicenda Stir, Lonardo: "Serve gestire e chiudere il ciclo integrato dei rifiuti"

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Lucio LonardoLucio Lonardo

Sulla paventata crisi dei rifiuti nel Sannio è intervenuto l'ex numero uno dell'Asia. 

"La querelle sullo stir di Casalduni appare l'ennesimo gioco di prestigio della politca per sviare l'attenzione sulle verre problematiche presenti nella gestione dei rifiuti nella Regione Campania".

Così in una nota Lucio Lonardo, ex presidente dell'Asia di Benevento interviene su quella che poteva essere una vera e propria emergenza rifiuti. "Crisi"rientrata anche grazie a quanto stabilito dal Consiglio di Stato che nei gironi scorsi si è espresso sui ricorsi presentati da alcuni comuni nei confronti della Samte. Ricorsi inerenti il costo del conferimento dei rifiuti presso lo Stir di Casalduni.

"Premesso che vado dicendo da anni - ha aggiunto - che l'emergenza rifiuti in Campania non è mai cessata e che lo sarà fin quando ogni Provincia non sarà capace di gestire e chiudere il ciclo integrato dei rifiuti, la questione dei costi di conferimento allo Stir di Casalduni è davvero questione di lana caprina premesso a) che il costo è più basso anche di quello di Piano d'Ardine a servizio della Provincia di Avellino e che comunque per andare fuori Provincia necessita l'autorizzazione regionale b) che già impianti privati si stanno muovendo per attrezzarsi al ritiro del secco non valorizzabile pronti a fare loro il prezzo sul mercato in caso di crisi c) che gli stir campani sono tutti obsoleti e sono in crisi per eccesso di personale e per problemi nel funzionamento a pieno regime del termovalizzatore di Acerra. Di conseguenza la soluzione per rispiarmiare ce la abbiamo in casa : ridurre il conferimento della frazione secca non valorizzabile sottoponendo a) a videosorveglianza le venti location critiche cittadine fruite come discariche abusive b) aumentando la sorveglianza ambientale sanzionando i condomini che nei carrellati sversano di tutto e di più non rispettando nè i tempi di conferimento nè la qualitò della frazione c) accertando che i centri di accoglienza, le case famiglie facciano adeguata raccolta differenziata e riducendo la presenza sul territorio dei contrati a nero di locazione in quanto gli inquilini non possono essere a ruolo nell'anagrafe dell'utenza, utilizzando i cestini gettacarte stradali per i rifiuti domestici ( sarebbe, forse, il caso che la collaborazione di Gesesa dall'illuminazione si estendesse anche al controllo incrociato delle utenze). Comunque la cosa più logica, in attesa che la Regione si decida a commissariarare l'ATO che, figlia comunque di una legge scellerata e inadeguata, è una realtà virtuale, ma soprattutto una palestra politica utile solo a mostrare i muscoli, è dare attuazione al Dm 20 aprile 2017 in vigore dal 6 giugno, figlio dell'art. 1, comma 688 della legge 1472013 che prevede per i Comuni sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti dalle utenze al servizio pubblico, nonchè sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartazione del costo del servizio in funzione del servizio reso. Tali criteri sono finalizzati ad effettuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati. In soldoni si manderebbe in soffitta la Tari a favore di una premialità incentivante a chi fa meglio la raccolta differenziata riducendo il quantitativo di rifiuto da conferire alo STIR. E soprattutto occhio a non scendere sotto il 65% di raccolta differensiata raggiunto perchè, invece delle premialità, scatterebbero costi aggiuntivi di conferimento".



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