D-Day, parla il veterano: "Corremmo incontro alle mitragliatrici tedesche"

La brutalità di quel 6 giugno del 1944 , quando le truppe alleate invasero la Francia sbarcando su un lembo costiero della Normandia, Leon Gautier la conserva ancora negli occhi.

Poco piu che ragazzino, fu t ra i primi commando francesi d'elite a sbarcare nel settore di Sword beach sotto una grandine di fuoco tedesco : e oggi, a 75 anni da quella gelida mattina di primavera che segnò uno spartiacque nella storia, la casa in cui vive si trova proprio a pochi centinaia di metri da uno dei bunker da cui i tedeschi facevano fuoco. "Ci sparavano rinchiusi lì dentro" ricorda. " I nostri ordini erano di saltare fuori dalle barche il più velocemente possibile, e andare verso il bunker, perché più ci si avvicina, più il campo di tiro nemico diventa stretto". Gautier aveva appena 17 anni e lavorava come apprendista carrozziere quando le truppe naziste invasero la Francia: troppo giovane per unirsi all'esercito, scelse comunque di ripiegare sulla marina.

Quattro anni dopo, era tra i 177 commando francesi d'elite che condussero l'assalto alle postazioni tedesche, aprendo simbolicamente cla strada alle truppe britanniche. "Fu il Colonnello Dawson, che era con noi, a darci 20 metri di vantaggio" ricorda. "Ci disse: 'Dopo di voi, dopo di voi, bentornati a casa, andate pure per primi'. E noi eravamo davvero felici di tornare in Francia. Eravamo impazienti, volevamo andarci. Eravamo volontari, tutti i commando lo erano: se qualcuno avesse voluto andarsene avrebbe dovuto solo dirlo e nessuno lo avrebbe fermato". Gautier, che oggi ha 96 anni, è uno degli ultimi veterani del D-day. La sua era la generazione più giovane: quella dei ventenni che 75 anni fa scelsero volontariamente di offrire il petto ai proiettili tedeschi per salvare l'Europa dal fondo del baratro.


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