De Zerbi: "Vado via da qui convinto di aver dato di tutto di piu'"

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Roberto De Zerbi, allenatore del BeneventoRoberto De Zerbi, allenatore del Benevento

In vista dell’ultima gara di campionato, che vedrà il Benevento opporsi al Chievo Verona, nella conferenza stampa di presentazione al match, l’allenatore De Zerbi ha confermato che non sarà più il tecnico del Benevento.

“L’avete già scritto e non è un segreto il fatto che il prossimo anno non sia più l’allenatore del Benevento. E’ una scelta molto semplice da capire: non c’è dietro nessuna cosa nascosta, se non il fatto che io non penso che da una retrocessione si possa partire da uno stesso allenatore. E’ una cosa che ho sempre detto alla società. Storicamente  - continua il mister - sono andato a cercare qualche episodio che potesse farmi cambiare idea e ho trovato Franco Colomba alla Reggina, il quale aveva conquistato una salvezza e una retrocessione, per poi restare in B dove ha vinto. Ho anche trovato Agostinelli, che era nell’Astrea. Non so se sia la scelta giusta. Si tratta di una decisione che ho comunicato tempo fa alla società, più di un mese fa, dopo la gara con il Cagliari".

"Tutto questo tempo è servito per parlarci bene, in modo tale che non arrivasse alla squadra niente, perché non ci andava che qualcuno potesse mollare prima del tempo. La società è al corrente di tutte le persone che mi hanno chiamato. Qui ho trovato persone con le quali potevo proseguire e far bene. In passato ho preso una decisione più di pancia che di cervello. Da quella scelta ne sono uscito male, superandola a distanza di tempo. Negli anni il rapporto con il Benevento rimarrà sempre lo stesso, forse migliorerà ancora. Io e il mio staff siamo stati trattati benissimo e siamo molto legati a questo ambiente. Quando sono venuto qui sapevo di non essere ben visto, non come allenatore, ma per i trascorsi nel Foggia".

“Domenica, nel  vedere lo stadio che riconosceva alla squadra l’impegno messo in campo,  mi ha emozionato tanto. Mio padre mi ha insegnato che quando si è a posto con la coscienza puoi guardare tutti negli occhi. Sono venuto qui con la speranza di poterci salvare. Vado via da qui con la consapevolezza di aver dato di tutto di più. La serie B è un campionato diverso, soprattutto dopo quello che c'è stato quest’anno. Avere il fardello di una retrocessione ha fatto sì che prevalesse la convinzione che la scelta di andare via,  probabilmente, fosse la strada giusta".

"Credo che economicamente una società così forte sia difficile da trovare. Quello che mi avrebbe dato Vigorito, molto probabilmente non lo prenderò da altre parti. Stamattina ho detto ai ragazzi che fino alla partita con il Cagliari ci credevo. Io la serie A quest’anno la potevo già fare. Ho rifiutato tre anni di contratto in un club di A perché non mi ritrovavo nei suoi programmi. Ero a quattro giorni per andare ad allenare il Las Palmas nella Liga. Il mio staff era andato già lì e l'ho fatto ritornare indietro. Lo scorso anno, anche per volontà mia, non sono ritornato a Palermo dopo essere stato esonerato. Non so se sarei stato in grado di ripartire dopo una retrocessione. E’ una cosa che mi è già successa”.

“Non penso che si siano viste tante squadre retrocesse avere l’orgoglio del Benevento. Arrivare a mantenere questo orgoglio ci è costato un grosso dispendio di energie.  E’ molto più difficile la prima partita di serie B che l’ultima che il Benevento giocherà in serie a, ma non perché i punti non servano. In B bisogna essere vergini e non è facile se hai fatto sei mesi con il passamontagna, dopo aver martellato i calciatori dal martedì alla domenica".

"Non so come avrei reagito, perché mi sento un po’ in colpa per questa retrocessione, anche se  in parte, perché non è solo colpa dell’allenatore, ma anche io avrò sbagliato qualcosa. Spesso nella mia vita ho ragionato col cuore, allora certe volte devi fermarti e riflettere, soprattutto quando sei in un ambiente che ti fa stare bene. Probabilmente sei nel posto giusto al momento sbagliato. Pensavo che con un presidente facoltoso e ambizioso, a gennaio potessimo ribaltare la squadra, come è avvenuto, e fare quei 30 punti che, sommati a quei sei - sette che erano nella mia testa, ci avrebbero consentito di compiere il miracolo. Con Vigorito non abbiamo parlato di aspetti economici”.

"E' stato gratificante allenare Sandro e Sagna, così come aver allenato Brignola e Sanogo. Sulla situazione del mio deferimento cercheremo di fare uscire la verità che mi scagioni al 100%".

"Il fatto di aver dato un'identità a questa squadra era uno dei tanti motivi che poteva indurmi a restare. Se avessi detto che sarei andato ad allenare un club di serie a sarebbe stato molto più facile. Quando dicevo che non sarebbe stata una scelta tra altri club e il Benevento era la verità".

In conclusione, De Zerbi ha fatto un breve accenno sulla partita di domenica contro il Chievo: "Cercheremo di chiudere il girone di ritorno a 20 punti, visto che rispecchierebbe la media salvezza".

C.D.



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