Plastica green dagli scarti dell’industria tessile

ROMA (ITALPRESS) – Una materia prima plastica lavorabile, compatibile con le principali tecnologie di stampaggio, realizzata interamente da scarti tessili, che permette di risparmiare il 70% di CO2 rispetto alla plastica vergine.

Grazie a questa idea la startup pisana CDC Studio si è aggiudicata il primo premio di Startup Marathon 2025, il contest promosso da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica.

Dodici le finaliste selezionate da una giuria di imprenditori, investitori ed esperti del settore, a partire da una rosa quasi 60 startup e pmi innovative iscritte al contest da incubatori, acceleratori, centri di ricerca e università di tutta Italia.

CDC Studio lavora nell’ambito della circular economy, sviluppando soluzioni per il recupero degli scarti tessili.

Ogni anno l’industria del fashion smaltisce 92 milioni di tonnellate di rifiuti, con un tasso di riciclo dell’1%.

La startup, è stata fondata nel 2020 a San Miniato, nel Pisano, da Cristina Di Carlo, ed ha sviluppato una tecnologia che trasforma scarti come fibre ma anche abiti invenduti o dismessi.

Si chiama Miktòs ed è il primo polimero al mondo ottenuto al 100% da fibre tessili miste, capace di sostituire la plastica vergine nella produzione di oggetti per design, moda, arredo, edilizia, packaging e automotive, pienamente compatibile con i processi produttivi esistenti e riciclabile all’infinito.

Un’innovazione che risponde a una delle sfide più urgenti del settore tessile, ovvero cosa fare con gli scarti composti da fibre eterogenee, generalmente impossibili da riciclare e destinati alla discarica.

La startup ha anche sviluppato Cōēo, un rivestimento per rendere impermeabili e antivento i capi realizzato recuperando e riutilizzando imballaggi in plastica.

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