Frodi alimentari anche nel Sannio, Zollo: "Creano disagio e incidono sulla credibilità del settore"

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Anna Zollo, vice presidente vicario di FareAmbienteAnna Zollo, vice presidente vicario di FareAmbiente

Anna Zollo, docente ed economista ambientale di origini beneventane, candidata da Forza Italia  al Senato della Repubblica nelle elezioni politiche di marzo 2018 nel collegio che abbraccia la Terra di Lavoro, l’Irpinia e il Sannio, interviene sul tema delle frodi nel settore agroalimentare, di cui il Sannio purtroppo non è immune.

Benevento, provincia non immune alle frodi nel settore agroalimentare: vitivinicolo, cerealicolo, prodotti da forno oggetto di illeciti
Le città dell’entroterra Campana, così come accade per altre cittadine di medio grandi dimensioni, non sono immuni da frodi ed illeciti agroalimentari. La città di Benevento, capoluogo di provincia, in questo ultimo anno non è stata risparmiata dall’attacco degli “ agrofurbi professionisti ” o degli “agrofurbi fai da te”.

Secondo quando emerso dal decimo rapporto sulle frodi agroalimentari in Italia realizzato da Fareambiente è di circa 3 milioni di euro al giorno il danno che subiscono le aziende. I settori maggiormente presi d’assalto dal mercato del “malaffare” sono: vitivinicolo, zootecnico e conserviero, senza ovviamente dimenticare la ristorazione.

Se nella regione Campania i maggiori illeciti e sequestri sono stati per il primo semestre del 2019 nel comparto zootecnico e cerealicolo per un valore pari a 566.620,00 euro e ben illeciti nella erogazione fondi EU pari a 795.129,80, la situazione nella provincia di Benevento è risultata diversa. Le principali illegalità che sono state riscontrate sono state quelle relative al settore ortofrutticolo, prodotti da forno ( ultimo in ordine di tempo il sequestro nell’operazione Operazione “Safe summer” di ben 150 quintali di prodotti agroalimentari avvenuto in data odierno ad opera dei carabinieri forestali). Ad Aprile i militari del RAc  hanno sequestrato in provincia di Benevento, 100 tonnellate di grano duro  risultate stoccate in una struttura priva della prevista registrazione della competente A.S.L. A giugno sono stati effettuati n. 8 sequestri amministrativi relativi ad un totale di circa 200 kg di prodotti.

La situazione non è stata delle migliori neanche mei mesi passati, soprattutto nel 2018. Gli uomini dei Nas hanno sequestrato a Solopaca 25 quintali di olio in quanto sprovvisto di documentazione idonea a stabilirne la tracciabilità e la genuinità, mentre a San Giorgio del Sannio in alcune aziende sono state riscontrate violazioni inerenti la conservazioni dei prodotti, i militari hanno rinvenuto diversi prodotti alimentari (olive, peperoni, lupini, verdure miste…) detenuti per la vendita al pubblico allo stato sfuso all’interno di contenitori privi di copertura e non refrigerati, immersi in liquidi di conservazione contaminati dalla presenza di moscerini.

Non resta immune neanche il settore vitivinicolo dove nel comune di Torrecuso è stata sanzionata una azienda per lavoro nero  all’interno della ditta si trovavano 7 dipendenti. Due di loro sono risultati sprovvisti di regolare contratto di lavoro. L’attività di imbottigliamento di vino è stata sospesa e sono state elevate sanzioni per un totale di 6 mila euro.

Il vino sempre oggetto di frode nel Sannio, basti pensare come alla fine del 2017 furono sequestrati Circa 17.400 litri di vino, ed alla fantomatica operazione Bulgaria ( che vide una azienda locale oggetto di sequestro di vino estero per tagliare quello nostrano) ed ai fantomatici wine kit di un paio di anni fa, è quanto affermato dal Vice Presidente di Fareambiente, nonché curatore del Rapporto Sulle frodi agroalimentari; anche se in questi anni grazie alle forze di polizia preposte ed al Consorzio Tutela Vini, tantissimo è stato fatto sia per la salvaguardia delle imprese che per la creazione della reputazione del comparto e della Provincia. Secondo i dati, il settore vitivinicolo conta circa Dodicimila mila ettari di vigneto, tre denominazioni di origine ed una indicazione geografica. Nello scorso anno, inoltre sono state certificate circa ventiquattro milioni di bottiglie di cui dodici milioni DOP. Il re della provincia è rappresentato dall’Aglianico del Taburno, mentre la regina è la Falanghina del Sannio.

Il Sannio quest’anno, continua Anna Zollo, ha anche beneficiato del riconoscimento Capitale Europea del Vino 2019, quindi non è ammissibile che ci siano eventi che possano creare disagio e incidere sulla credibilità del settore. Facile creare un successo, ma ancora più facile perderlo o distruggerlo.



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