Eolico a Morcone, il Fronte Sannita chiede il sequestro preventivo dell'impianto

13:2:50 5088 stampa questo articolo
Giuseppe Fappiano - Fronte Sannita per la Difesa della MontagnaGiuseppe Fappiano - Fronte Sannita per la Difesa della Montagna

Il Fronte Sannita per la Difesa della Montagna si è battuto e continua a battersi strenuamente per evitare nuove installazioni eoliche sulle montagne di Morcone.

L'associazione rileva con rammarico e sconforto che questa mattina sono iniziati i lavori per la costruzione dell'impianto eolico di Morcone della ditta ATI Dotto Morcone s.r.l. e la Energia Eolica Sud s.r.l. di proprietà al 100% della tedesca E.ON. Da quanto risulta i “punti di attacco” dei lavori sarebbero undici, iniziando dalla strada che dalla superstrada Benevento – Campobasso (dove sarà allestito anche un grandissimo deposito) conduce al sito dei Tre Cantoni. 

“Pare che nessuno dei nostri sforzi abbia potuto fermare questa corazzata dell'eolico decisa a costruire l'impianto in un'area tra le più pregiate d'Italia per risorse naturali, biodiversità, storia, attività agricole e pastorizie. Attività ancestrali a cui pastori e contadini ancora si dedicano”, dichiara il Presidente dell'associazione, Giuseppe Fappiano che ricorda come l’opposizione ferma e decisa del Comitato abbia seguito tutti i percorsi che la legge mette a disposizione e di aver denunciato di volta in volta tutte le “anomalie progettuali e legali riscontrate” sia alla Procura della Repubblica di Benevento che Napoli.

Le azioni dell'associazione ambientalista ottennero anche lo stop ai lavori. Vi fu infatti un primo sequestro del cantiere il 14 febbraio di quest'anno ad opera della stazione dei Carabinieri/Forestale di Pontelandolfo, poi dissequestrata su motivazioni, documentazioni e certificazioni che il Comitato reputa non congrui. Infatti, continua Fappiano, “abbiamo continuato ad integrare la denuncia presentata l'11 febbraio 2017 dal Fronte Sannita per la Difesa della Montagna, da Altrabenevento e dal Comitato Civico “Pro-Sannio” di Santa Croce del Sannio. Abbiamo sistematicamente inviato al magistrato continue e circostanziate integrazioni ma, ad oggi, ancora non abbiamo ricevuto alcun riscontro ne positivamente per noi ne negativamente. Pazientemente aspettiamo che la legge faccia il suo corso”.

Nel frattempo le società eoliche hanno ottenuto che il comune di Morcone, svincolasse i terreni gravati da usi civici, ma  "sulla base di una semplice nota di una dirigente regionale quando era necessaria una Delibera di Giunta Regionale", denuncia ancora l'associazione ambientalista che ricorda ancora come il comune di Morcone non abbia bloccato i lavori “di edilizia libera, risultati abusivi perché carenti di tutte le autorizzazioni obbligando la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Caserta ad intimare al comune il blocco dei lavori. Intimazione di blocco che il comune di Morcone ha ignorato".

Per Fappiano "La regione Campania ha rilasciato l'Autorizzazione Unica senza la prescritta Valutazione di Incidenza, obbligatoria per gli impianti ricadenti in aree SIC" e non avrebbe attivato correttamente le procedure di esproprio oltre non aver decretato le modifiche tecniche dell'impianto che sono sopraggiunte dopo l'autorizzazione unica.

Per il Comitato le doglianze continuano, perchè la Comunità Montana non avrebbe autorizzato al taglio degli alberi lungo la strada progettata per l'accesso al sito ne del taglio del Bosco di Serra del Principe (gravato da usi civici, quindi senza cambi di destinazione d'uso) ma a seguito di sopralluoghi il Comitato ha accertato e documentato che quei tagli sono stati effettuati.  Ancora, non sono state coinvolte in Conferenza di Servizio il Parco del Matese, la Regione Molise e le amministrazioni comunali si Cerreto Sannita, San Lorenzello, Cusano Mutri, Pietraroja, Sepino (CB) e Guardiaregia (CB) i cui territori sono tutelati sotto il profili naturalistico e paesaggistico dalla Legge 42/2004, artt. 136 e 157. Infatti il D.M. 10/09/2010 - precisa Fappiano - impone che in presenza di tali vincoli gli impianti eolici possono essere costruiti se invisibili o ad una distanza di 50 volte l'altezza della pala (circa 7.500 metri) dai confini di detti territori.

Il Comitato si dice "certo che il progetto è mancante di autorizzazioni ed elementi fondamentali che lo possono bloccare immediatamente. L’avvio dei lavori, se non bloccati immediatamente, provocherà un danno permanente ed irreversibile alle montagne, alle risorse naturali, alle biodiversità ed a quella economia rurale a cui allevatori e contadini sono ancora legati. Sembra che contro queste corazzate dell'eolico ci sia poco da fare - continua - perché hanno un sistema di consolidato per aggirare anche le più elementari e stringenti leggi sia nazionali che comunitarie.  E' inutile ribadire che gli impianti costruiti ed in costruzione sono assolutamente inutili per l'ambiente e per il territorio ma molto utili per gli industriali da cui ricavano immensi profitti a scapito di una trasformazione radicale ed irreversibile di aree pregiate sia sotto il profilo naturalistico che agricolo".

Fappiano addita poi anche il silenzio delle associazioni di categoria - Coldiretti, CIA e Confagricoltura - sia su Morcone che sull’impianto di Circello e critica la posizione della CGIL di Benevento e del sottosegretario alle infrastrutture Del Basso De Caro che in più occasioni ha ribadito la necessità di incrementare le installazioni.

"A noi - conclude Fappiano - non resta che aspettare le decisioni della Procura della Repubblica di Benevento con l'auspicio che chi ha sbagliato “scientemente” sia messo di fronte alle proprie responsabilità.  Intanto i legali Alessandra Sandrucci di “Altrabenevento” e Filomena Fusco già si sono attivati per cercare una strada per il sequestro preventivo dell’impianto".



Articolo di Ambiente / Commenti