Eolico, Pengue scrive a Borghi della Commissione Ambiente Camera: "Aiutateci"

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Sciopero della fame. No eolicoSciopero della fame. No eolico

Raffaele Pengue del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna scrive alla Commissione Ambiente della Camera e chiede aiuto per salvaguardare l'area sud occidentale del Matese dall'installazione di impianti eolici. 

Raffaele Pengue, vicepresidente del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna (aveva anche affrontato uno sciopero della fame con Pinuccio Fappiano), inviato una lettera a Enrico Borghi deputato piemontese del Partito Democratico e componente dell’VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati retta da Ermete Realacci. Oggetto della lettera? L’eolico ed il Parco Nazionale del Matese.

“Da una settimana – scrive Pengue – sono partiti i lavori per il primo dei tanti impianti di eolico industriale programmati sul Matese. Ci sarebbe da analizzare attentamente tutta una serie di fattori: i piani energetici e il bilancio energetico italiano, il vento (m/s per h), l'effettiva utilizzabilità di tale energia non stoccabile, i certificati verdi, la borsa energetica con il ‘mercato del giorno prima’ e quello dei servizi di ‘dispacciamento’, la componente A3 della bolletta e tutto quanto possa dare l'idea di quanto si stia speculando sulla necessità di ridurre l'inquinamento, nonché il miraggio dato da possibili guadagni facili in una popolazione economicamente disintegrata da carenze strutturali e di programmazione e quindi cedevole a facili illusioni”.

Secondo Penge, che era presente nei giorni scorsi a Campobasso, all’incontro per il Parco Nazionale del Matese: “si sta operando in spregio di tutele, leggi e buon senso. Tutti gli impianti di eolico industriale, erroneamente chiamati ‘parchi’ eolici, ricadenti nell'area Matese sono stati autorizzati su: aree SIC e ZPS, della Rete Natura 2000 (anche IlQuaderno ne aveva parlato alcuni mesi fa, ndr), Bacini Idrogeologici, Siti di Interesse Storico Archeologico, terreni soggetti ad Usi Civici per i quali non è stata avviata alcuna procedura di svincolo o cambio di destinazione d'uso. Inoltre: i termini di realizzazione, previsti nelle autorizzazioni per gli impianti in questione, sono tutti scaduti. l'avanzamento dei lavori procede senza neanche le più elementari regole di sicurezza, cartelli segnaletici o delimitazione aree”.

Pengue ripercorre poi il lavoro in termini di tutela e di denuncia svolto dal Fronte Sannita. “Noi da anni – scrive – segnaliamo le anomalie e i mancati rispetti delle regole esistenti e violate nelle fasi di rilascio delle autorizzazioni ma, come si sa, la legge in questo paese è frenata dalle lungaggini procedurali e burocratiche. Si arriva sempre a danno avvenuto. Altro elemento a favore di tali speculazioni è che, a cose fatte, le pene previste per i danni arrecati sono irrisorie e ampiamente compensate dai milionari introiti già intascati. Insomma volevo chiedere un interessamento, suo e della Commissione di cui è membro, sulla questione in modo che questo bel progetto di rinascita e sviluppo rappresentato dal Parco Nazionale del Matese non sia inficiato dalla speculazione. Far parte del Parco Nazionale per questo nostro territorio dissanguato demograficamente come nei servizi e nelle infrastrutture primarie significherebbe immaginare una pianificazione adeguata per cittadini e territorio. Però un Parco Nazionale che arrivi dopo l'eolico industriale sarebbe un Parco Nazionale monco, rappresenterebbe un altro artificio speculativo. Salvaguardare habitat prioritari da approcciare delicatamente per un giusto equilibrio tra attività umane e territorio e allo stesso tempo permettere la loro distruzione per giochetti da mercato drogato non ha alcun senso, così come non ha senso includere nel Parco Nazionale una area dove questi equilibri sono già saltati”.

Poi la richiesta. “Aiutateci a fermare distruzione e speculazione per un Parco Nazionale del Matese che racchiuda tutta la pregiata area matesina”.

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