Fiume Calore. Il tratto irpino verrà riqualificato ma il comitato annuncia: 'Meglio concentrarsi su qualità acque reflue'

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La zona irpina del fiume Calore potrebbe essere interessato da un progetto di riqualificazione annunciato dalla Provincia di Avellino. La zona interessata dovrebbe essere quella che parte dall'alveo del fiume tra i comuni di Montella e Nusco fino ad arrivare al confine con la provincia di Benevento, nel comune di Venticano. Oltre al fiume Calore, sono in piedi altri due progetti di riqualificazione riguardanti il fiume Sabato e l'Ufita. Sull'argomento è intervenuto il Comitato Tutela Fiume Calore con una nota stampa: "Innanzitutto - si legge - già da diversi anni la Provincia appalta con una certa regolarità lavori di sistemazione e pulizia dell’alveo e delle sponde che rivelano effetti non sempre positivi sull’ecosistema fluviale. Tali lavori, infatti, sono quasi sempre invasivi per un ecosistema già abbastanza compromesso e spesso comportano la distruzione dell’ormai scarsa fauna ittica e una profonda alterazione della flora ripariale e della morfologia delle sponde che da degradanti con alberi ed arbusti e, soprattutto “mobili” nel corso delle stagioni vengono trasformate in argini fissi che ingabbiano il fiume e ne aumentano la velocità di scorrimento nei periodi di piena. A ciò spesso si aggiunge il prelievo indiscriminato, e non sempre necessario allo scopo, di ingenti quantità di inerti dal greto del fiume. Se l’intento è quello di evitare e mitigare “esondazioni e movimenti franosi”, con lavori spinti e parzializzati, non si ottiene altro che aumentare il rischio di potenziali effetti distruttivi del fiume a valle dei lavori eseguiti! cosa già successa in passato! In secondo luogo l’ammontare complessivo del finanziamento (3.750.000 € come indicato nel comunicato stampa), e quindi disponibile per tali interventi, ci sembra di gran lunga superiore rispetto a quanto previsto anche sommando gli interventi su tutti e tre i fiumi Calore Sabato e Ufita. Allora ci chiediamo: non sarebbe stato più giusto e opportuno utilizzare questi fondi, anche solo in parte, per migliorare lo stato di salute dei nostri fiumi intervenendo sulla qualità delle acque reflue viste le gravi conseguenze del cattivo funzionamento o della completa assenza di depuratori comunali, che hanno portato all’emanazione del divieto di accesso e di utilizzo delle acque del fiume Calore per inquinamento da salmonella ed e. coli (prot N. 128 del 08.07.2011) che purtroppo è tutt’ora in vigore? Infine, ci lascia perplessi il fatto che una problematica così delicata quale quella della salvaguardia dei nostri fiumi, sia di competenza di un ambito della Provincia quale “il Patto dei Sindaci per il cambiamento climatico”, che ha per scopo principale l’adozione di misure che comportino l’abbattimento delle emissioni di CO2, allora viene da chiedersi quanto questi lavori concorrono al perseguimento di tali obiettivi o non facciano semplicemente parte dello sperpero di denaro pubblico?"

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