Fragneto Monforte: rifiuti in arrivo, è protesta

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Si registrano le prime reazioni sulla ipotizzata collocazione di un sito di stoccaggio dei rifiuti in contrada San Fortunato, al confine tra Casalduni e Fragneto Monforte. Dopo essersi battuti contro l’apertura del Cdr (impianto di combustibile derivato dai rifiuti) e il sito di stoccaggio di ecoballe, alcuni cittadini fragnetani definiscono il nuovo provvedimento “un definitivo attacco alla dignità e alla civile dell’essere umano”. Il comitato “La nostra Terra” ha diramato una nota per contrastare la paventata realizzazione del sito:

“Questa ulteriore ipotesi di realizzazione del sito è in netto contrasto con quanto contenuto nei vari accordi sottoscritti in ambiti Istituzionali che garantivano, tra l’altro, la tutela dei territori e i diritti dei cittadini. L’ipotesi così come riportata dalla stampa viola, in particolar modo, gli impegni formali assunti dal Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti - Corrado Catenacci- che, a seguito delle vibrate proteste della popolazione in occasione della realizzazione del sito di stoccaggio ecoballe di Toppa Infuocata, emetteva una specifica Ordinanza di tutela dei territori affinché l’intera area ricadente nella comunità montana “Alto Tammaro” venisse esclusa da qualsiasi ogni altra ulteriore individuazione di siti di stoccaggio.

Il Comitato, l’Amministrazione comunale di Fragneto Monforte e i cittadini, per la verità stanno ancora aspettando l’applicazione pratica degli accordi sottoscritti i quali, tra l’altro, prevedevano la rimozione delle ecoballe adiacenti all’impianto di Cdr di Casalduni che, come si ricorda, sono rifiuti speciali e causa dell’incendio a suo tempo verificatosi. Essi dovevano essere, con urgenza, rimossi.

In questi accordi, tra cui quello di programma sottoscritto in data 27 ottobre 2005 presso la Regione Campania tra presidente della Regione Campania, commissario di Governo per l’emergenza rifiuti in Campnaia, presidente della Provincia di Benevento, prefetto di Benevento, sindaco di Fragneto Monforte e da questo Comitato, si doveva attuare un progetto, entro 120 giorni dalla stipula del suddetto accordo, di riqualificazione ambientale attraverso la rimozione delle ecoballe stoccate nel sito di Toppa Infuocata con la realizzazione di strutture di Utilità Sociale attraverso un intervento, in termini economici, di oltre due milioni di Euro.

Ad oggi tutto questo non ha avuto nessun riscontro, tanto meno si sono avviati interventi che potessero far pensare ad una soluzione e per questo siamo allarmati e sconcertati nel sentire queste notizie. Notizie che per la popolazione dell’intera zona risuonano in tutte le loro drammaticità visto come si sono evolute le circostanze.

Il Comitato e l’Amministrazione Comunale di Fragneto Monforte, scottati da tante analoghe situazioni hanno richiesto un urgente incontro con il Prefetto di Benevento, con il presidente delle Provincia e con il Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti per essere informati sulla vicenda nonché di affrontare le annose questioni e di intervenire sulla mancata applicazione degli accordi sottoscritti, atteso che le popolazioni - delle comunità - fragnetana e casaldunese - vivono in uno stato di precarietà di abbandono considerate le circostanze e le disfunzioni.

Riteniamo, per come sono stati considerati i cittadini in questi ultimi tempi, che con questa ulteriore ipotesi di costruzione del sito per trattare l’umido della “monnezza” che gli stessi si vedrebbero definitivamente calpestati e feriti nella propria dignità dal momento in cui i territori, le attività e le bellezze locali fossero affossate da rifiuti provenienti da altre parti della Regione Campania”.

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