Ginestra degli Schiavoni: 35enne rischia soffocamento. I familiari: 'Perchè ci è stato tolto il Saut?'

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Ginestra degli Schiavoni (BN)Ginestra degli Schiavoni (BN)

Ancora polemiche nel Fortore per la nuova mappa sanitaria che penalizzerebbe in maniera eccessiva diversi comuni della vallata, dopo l'apertura del Psaut di S.Bartolomeo in Galdo e la conseguente rimodulazione del servizio territoriale. A protestare maggiormente sono i comuni del pre-Fortore, come Ginestra degli Schiavoni, Buonalbergo, Molinara, S.Giorgio La Molara o Castelfranco in Miscano. Proprio ieri, nel piccolo comune di Ginestra degli Schiavoni, siamo venuti a conoscenza di un altro episodio "pericoloso" fortunatamente a lieto fine accaduto lo scorso 23 marzo. Protagonista involontari una giovane donna di 35 anni, residente nel comune sannita, salvata grazie ad una corsa contro il tempo in auto all'ospedale di Ariano Irpino dopo aver rischiato di restare soffocata a causa di un grosso pezzo di carne ingerito troppo frettolosamente. La conferma ci è arrivata nel pomeriggio proprio con una lettera scritta dal genitore della 35enne, Assuntino Antonucci, residente nel Comune di Ginestra degli Schiavoni: "Intorno alle ore 14,30 - si legge nella nota - mia figlia Martina rimaneva strozzata a causa di un grosso pezzo di carne che gli restava nella gola provocandole soffocamento e forti dolori, Immediatamente ci siamo recati al punto dove era ubicato il 118 del paese, ma l’infermiere in servizio ci ha riferito di non poter lui effettuare l’intervento che il caso necessitava e che il medico poteva giungere con l’ambulanza da San Bartolomeo in Galdo da dove, se era disponibile, sarebbe giunto in circa 50 minuti per poi eventualmente recarsi all’ospedale di Benevento (altri 40 minuti) .
Inutile dire che in questa situazione Martina sarebbe potuta venir meno e, di corsa con la macchina, ci siamo recati al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ariano Irpino dove così come risulta dal verbale di accettazione e della prestazioni sanitarie dopo intervento in terapia intensiva, anestesia e rianimazione, Martina è stata salvata.
In questo caso Dio ci ha graziati, ma che sarebbe successo in circostanze anche leggermente diverse tali da non permettere il raggiungimento nei tempi giusti in ospedale? E’ mai possibile assistere a situazioni drammatiche come queste per scelte che hanno sguarnito e privato un territorio del diritto all’assistenza in situazioni di emergenza?
Quello che appare incomprensibile è che sul nostro territorio il sistema di emergenza ha perfettamente funzionato per oltre un decennio e fino ad un mese fa quando all’improvviso, da un giorno all’altro, il nostro SAUT è stato privato del medico e tutti i cittadini, non solo di Ginestra e dei paesi limitrofi, sono quotidianamente nella mani di Dio, atteso che è impossibile contare sull’intervento di un’ambulanza divenuta inaccessibile".

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