Gioco d'azzardo patologico. Incontro con gli alunni dell'Istituto Torre

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Gioco Azzardo inc. TorreGioco Azzardo inc. Torre

Obiettivo del Laboratorio è stato quello di evidenziare agli occhi degli alunni la abissale differenza che passa tra la funzione creativa del gioco è la negatività assoluta della ludopatia.

A Benevento si è svolta la terza delle quattro tappe del Progetto "Educazione alla legalità, sicurezza e giustizia sociale... Un percorso di crescita civile". Il laboratorio formativo della "Torre", promosso e coordinato dalla dirigente scolastica Maria Luisa Fusco, patrocinato dalla Banca di Credito Cooperativo di San Marco dei Cavoti e del Sannio - Calvi, è rivolto agli studenti delle Classi III della Secondaria, ma la giornata odierna ha visto la partecipazione anche di una rappresentanza delle Classi V della Primaria del plesso "Nicola Sala".

L'incontro, era focalizzato "sul gioco e ... sul gioco d'azzardo patologico". In sostanza obiettivo del Laboratorio è stato quello di evidenziare agli occhi degli alunni la abissale differenza che passa tra la funzione creativa del gioco è la negatività assoluta della ludopatia. Ad illustrare la necessità di distinguere tra l'uno e l'altro aspetto sono stati chiamati il dott. Sante Massimo Lamonaca, magistrato ed esperto in Criminologia Clinica, e il dott. Paolo Fulgione, "homo ludens" ovvero mago. Ovviamente il tono delle Relazioni non era accademico e paludato: al contrario gli interventi sono stati calibrati alla età degli allievi, con riferimenti anche scherzosi, pur nel loro rigore scientifico.

I ragazzi e le ragazze si sono difatti entusiasmati e divertiti in alcuni passaggi della giornata in particolare quando il mago ha fatto sparire e riaprire in un limone integro una banconota da 20 euro messa a disposizione, con una certa incoscienza, da un docente e siglato da uno dei piccoli spettatori. Scopo dei giochi di prestigio evidentemente era quello di dimostrare quali capacità posseggono le nostre mani e come sia giusto, corretto e legale usarle in momenti di socializzazione pulita e divertente, al posto di quella abominevole della ludopatia. Nei giochi e con i giochi, hanno spiegato i relatori, la vita sociale si riveste di forme soprabiologiche che le conferiscono maggiore valore esprimendo la migliore interpretazione della vita e del mondo.



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