La CGIL: basteranno 50 ore di formazione per insegnare inglese nelle scuole primarie!

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Vincenzo Delli Veneri, segretario provinciale della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil, ha inviato una nota in cui si legge  che "Nella scuola di qualità della ministra Gelmini bastano 50 ore di formazione (di cui 20 on-line) per diventare docente d’Inglese nella scuola primaria.

L'Europa ci ricorda l’importanza di insegnare le lingue (almeno due) sin dalla scuola primaria. Finora l’insegnamento della lingua (unica) è stato assicurato o da insegnanti specializzate che insegnano inglese nelle stesse classi dove sono anche insegnanti "generaliste", o da maestre specialiste che insegnano solo lingua inglese in più classi.

Sarebbe stato opportuno cercare di implementare e migliorare questa esperienza attraverso adeguati piani di formazione destinati ai docenti della scuola primaria. Ma la preoccupazione del Ministero è un'altra:
progressivamente azzerare i docenti specialisti, (taglio di almeno 4.500 unità).

Come? Col Piano di formazione per lo sviluppo delle competenze linguistico-comunicative e metodologico-didattiche in lingua inglese degli insegnanti di scuola primaria. È uno dei miracoli della Gelmini che si propone, dopo solo 50 ore di formazione, di cui 20 on-line di mettere in condizione circa 2000 docenti di insegnare inglese nelle classi prime e seconde della primaria, a partire da settembre 2010!

L'insegnamento della lingua inglese aveva trovato una sua dimensione nella scuola primaria, ora anche su questo versante, tutto sarà stravolto: insegnanti oggi specialisti verranno assegnati a classi come generalisti interrompendo il percorso avviato con le classi nella quali insegnavano solo inglese; insegnanti specializzate dovranno comunque insegnare per qualche ora inglese in altre classi...

Che penseranno i genitori degli alunni che fino al prossimo giugno avranno garantito l'insegnamento di lingua da uno specialista, quando a settembre si dovessero trovare un docente che a malapena sa le stesse cose che dovrebbe insegnare agli alunni?

La cosa ha il sapore della beffa.Ma, sappiamo, le priorità in Italia sono altre: tagliare e risparmiare sull’istruzione pubblica. Una formazione di qualità per i bambini e le bambine, secondo il nostro governo, è un lusso che non ci dobbiamo permettere".



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