Lavoratori 118 in protesta. Il 29 maggio un sit - in dinanzi alla sede dell'Asl

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Ambulanza (foto di archivio)Ambulanza (foto di archivio)

"Motivo della manifestazione è l'ennesimo rifiuto da parte del direttore generale dell'As Bn1, Franklin Picker di incontrare lavoratori e Uil Fpl".

Una manifestazione di protesta per risolvere le anomalie relative al bando per l'assegnazione del Servizio Emergenza 118 del territorio di Benevento e provincia è prevista per il 29 maggio prossimo.

“A partire dalle ore 10 – spiega il segretario della Uil Fpl, Giovanni De Luca – terremo un sit-in di protesta, organizzato dalla Uil Fpl e con i lavoratori del 118 sotto la sede dell'Asl Bn1'. Motivo della manifestazione è l'ennesimo rifiuto da parte del direttore generale dell'As Bn1, Franklin Picker di incontrare lavoratori e Uil Fpl per discutere della vicenda”.

“Se anche in quel caso – continua De Luca – il Direttore Generale non dovesse incontrare la Uil Fpl e una delegazione di lavoratori, il sit in si sposterà sotto il Palazzo della Prefettura dove chiederemo di essere convocati dal Prefetto per metterlo al corrente della situazione. Le anomalie presenti nel bando sono essenzialmente tre: il mancato chiarimento del Contratto Collettivo Nazionale di Categoria che sarà adottato, la certezza del mantenimento dei livelli occupazionali e il mancato accenno all'inquadramento giuridico di trattamento economico”.

“Per quanto riguarda il Contratto Collettivo da utilizzare ' non c'è alcun accenno nel bando – incalza De Luca – e quindi non sappiamo quale tipo alla fine potrebbe essere adottato. Il mantenimento dei livelli occupazionali è il secondo punto a preoccupare lavoratori e sindacato. Non viene specificato – spiega il segretario territoriale della Uil Fpl – che i lavoratori attualmente impegnati nel Servizio potranno essere certi del mantenimento del posto nel caso che il nuovo assegnatario abbia l'idea di avere necessità di minor personale. Infine, ulteriore problema è quello dell'inquadramento economico. Se il budget dovesse rivelarsi inferiore alle necessità – conclude – chi ci assicura che lavoratori con contratto a tempo pieno non si vedranno ridurre il numero delle ore e quindi lo stipendio?”.



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