Le ricorrenti esultano dopo la sospensione di D’Aronzo da assessore comunale: sancito un diritto costituzionale

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Le firmatarie del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale sulla questione delle pari opportunità nella Giunta Comunale di Benevento esultano dopo aver appreso dell’ordinanza della prima sezione che ha sospeso l’assessore Giovanni D’Aronzo in fase cautelare. In una nota congiunta Giustina Cinquegrana, consigliera provinciale di Parità; Fiorella Girace , presidente Commissione regionale Pari Opportunità; Anna Maria Mollica, sociologa; e Anna Giancaspro, avvocato; dichiarano che il Tar ha dato ragione “a cittadine sannite e a organismi istituzionali di tutela del diritto costituzionale di pari opportunità, condannando l’Amministrazione Comunale a ripristinare un principio sancito dallo Statuto di Benevento e palesemente violato proprio da chi lo ha previsto e dovrebbe rispettarlo.

Apprendiamo, purtroppo, dagli organi di stampa che il primo cittadino è deciso a voler ricorrere al Consiglio di Stato che, per un caso analogo accaduto a Molfetta, ha confermato la bocciatura a un sindaco ostinatamente favorevole a giunte ‘a sesso unico’: una spesa pubblica inutile e inopportuna, considerata l’oggettiva necessità di una rappresentanza almeno minima di genere nelle istituzioni. Confidiamo al riguardo, e in particolare, nella condivisione di questo giudizio da parte dei Consiglieri Comunali, artefici e principali garanti dello Statuto cittadino.

Siamo orgogliose, inoltre, di essere le prime in assoluto in Campania ad aver vinto una battaglia di democrazia promossa in un Comune che si contende, con quello di Andria, il triste primato italiano di ‘maglia nera’ delle pari opportunità, secondo quanto risulta dalla recente e autorevole graduatoria dei Sindaci ‘Barbablù’ stilata dal Forum della Pubblica Amministrazione.

Ci dichiariamo pronte a promuovere e sostenere in rete questa battaglia, ovunque venga violato il principio costituzionale di pari opportunità. Apprezziamo, infine, la sensibilità del presidente della Provincia, Aniello Cimitile che, nonostante non sia obbligato dallo statuto della Provincia a rispettare il principio della rappresentanza di genere negli organi esecutivi, ha voluto confermare in Giunta a almeno una donna la carica di assessore”.



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