Mutui, con i contratti a tutele crescenti si possono richiedere?

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Indagine de ilQuaderno.it in collaborazione con gli esperti dell’Osservatorio SuperMoney che hanno chiesto a 5 banche se concederebbero un mutuo ad un giovane assunto a tutele crescenti: ecco cosa hanno risposto

Posso avere un mutuo se ho un contratto a tutele crescenti? Una domanda che tutti giovani si sono posti almeno una volta in queste ultime settimane. Per poter fare progetti per il futuro e comprare casa, l’aiuto delle banche è infatti essenziale. Ma una volta trovato il finanziamento più vantaggioso, magari servendosi del portale di confronto mutui offerto da SuperMoney per velocizzare l’operazione di ricerca, quante possibilità hanno i giovani di oggi di ottenerne uno?
Una domanda che interessa particolarmente i nuovi assunti a tutele crescenti, secondo le formule contrattuali introdotte dal Jobs Act. Per dare una risposta soddisfacente al quesito, in mancanza di dati ufficiali, l’Osservatorio SuperMoney ha interpellato direttamente 5 istituti di credito – Banca Sella, CheBanca!, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e UniCredit – chiedendo loro se sarebbero disposti a concedere un mutuo ad un giovane con un contratto a tutele crescenti.

Mutui e Jobs Act: la simulazione di SuperMoney
L’Osservatorio ha chiesto ad ogni banca di fornire una simulazione del mutuo che proporrebbero ad un giovane con il seguente profilo:
Under 30
Contratto indeterminato a tutele crescenti
Retribuzione Annua Lorda (RAL) di 25.000 euro
Valore dell’immobile desiderato: 200.000 euro
Ecco lo specchietto della simulazione per quanto riguarda i mutui a tasso variabile:


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licca per ingrandire


E per quanto riguarda i mutui a tasso fisso:

clicca per ingrandire

 

Conclusioni

Da quanto emerso dalla simulazione non esistono differenze di trattamento tra lavoratori con i vecchi contratti a tempo indeterminato e i nuovi assunti a tutele crescenti. Le banche hanno tenuto a sottolineare con forza questo punto, specificando che l’unico vincolo per la concessione del finanziamento è, ovviamente, la reale capacità del richiedente di soddisfare i criteri di affidabilità adottatati dall’istituto in questione.

La stessa Ubi Banca, pur senza partecipare alla simulazione, ha voluto sottolineare l’impegno profuso fin dal 2013 nella creazione di prodotti ad hoc per i giovani, e quindi anche per quelli assunti con un contratto a tutele crescenti.

Tornando alla simulazione, solo una banca ha richiesto la firma di un garante, mentre per quanto riguarda l’ipoteca le politiche applicate sono le stesse dei contratti di mutuo tradizionali, che solitamente prevedono un’iscrizione ipotecaria sul bene immobile pari al 150% del finanziamento erogato.

Con i valori immobiliari e i tassi di interesse ai minimi storici questo sembra quindi il momento ideale per chi vuole compiere il grande passo e acquistare casa. Condizioni che, unitamente ai nuovi contratti previsti dal Jobs Act, potrebbero contribuire a rilanciare il settore dei finanziamenti per la casa, ad oggi ancora sofferente per la crisi.

In ogni caso, essendo le nuove formule contrattuali in vigore solo da poco più di due mesi, è ancora presto per cantare vittoria. Il team dell’Osservatorio SuperMoney tornerà senz’altro sull’argomento nei prossimi mesi per monitorare l’evoluzione della situazione.



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