Napoli. La Cassazione annulla 18 ordinanze di custodia cautelare a capi ed affiliati del clan Ascione

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Il Tribunale di Napoli – X sez. riesame - con provvedimento depositato il 03.02.17 aveva deciso di trarre in arresto i vertici e gli affiliati del clan Ascione, operante in Ercolano, per una serie di delitti commessi nel quinquennio 2004-2009.

L'esecuzione delle misure di privazione della libertà era stata sospesa in attesa della valutazione del ricorso proposto dalla difesa degli imputati. Ieri, 4 maggio 2017, la Suprema Corte di Cassazione - VI sezione penale - presieduta dal dottor Conti e che vedeva come relatrice la dottoressa Scalia –, nonostante il Procuratore Generale avesse chiesto il rigetto dei ricorsi, ha capovolto la decisione del Tribunale ed ha annullato le ordinanze di custodia cautelare sul punto relativo alle esigenze cautelari.

Tra gli annullamenti colpisce quello ottenuto da Giorgio Di Bartolomeo, ritenuto reggente della cosca, il quale, difeso dall’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, era stato tratto in arresto per ben 11 reati di camorra tra cui un tentato omicidio e numerose estorsioni poste in essere con metodo mafioso.
L'uomo, che ha sposato Ascione Patrizia figlia della storico capoclan, è stato di recente condannato a 20  anni per l’omicidio di Carlo Polese, uno dei tanti morti ammazzati nella faida tra il clan Ascione ed il clan Birra.

La difesa, in sede di appello, punta sulla assoluzione per legittima difesa in quanto la vittima, precisa l'avvocato Vannetiello, "nel momento in cui fu freddata dal colpo fatale, faceva parte di un commando che stava per compiere un agguato nella roccaforte del clan Ascione, il palazzo della moquette".



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