No al Decreto Salvini: Benevento in piazza per chiedere diritti ed accoglienza - FOTO I VIDEO

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“Anche a Benevento negli ultimi anni abbiamo assistito ad alcuni atti di intolleranza e perché si è deciso di investire poco sull’integrazione".

Oltre 150 persone si sono ritrovate questa sera dinanzi alla Prefettura di Benevento per partecipare alla manifestazione indetta da Sannio Antirazzista e dal titolo “Benevento contro il Decreto Salvini #apriteiporti”. In piazza, tante associazioni: Consorzio il Sale della Terra, Caritas Diocesana di Benevento, Azione Cattolica Diocesana. Acli Benevento, Giuristi Democratici - sez. di Benevento, Lidu Benevento, Coordinamento di Libera Benevento, L@p Asilo 31, Confederazione Generale Italiana del Lavoro - Cgil – Benevento, Anpi Benevento, Arci Benevento, Cooperativa Social Lab 76, Angsa Campania, Uisp Benevento, Associazione Exit Strategy, Non Una di Meno Benevento, Associazione La Rete Sociale, Gruppo Scout CNGEI Benevento 1, Associazione Culturale l'Agorà – Dugenta, Comitato Sannita Acqua Bene Comune, Federazione Provinciale dell'Unione Sindacale di Base, Asia – Usb, Collettivo Studentesco Clandestinamente, DemA Benevento (Democrazia e Autonomia), Movimento Articolo Uno, Più Europa Sannio, Gruppo Psicologi Sanniti, Confcooperative, Federsolidarietà, Git Banca Popolare Etica Sannio Irpinia Molise.

Presenti anche tanti amministratori, Giuseppe Addabbo - sindaco di Molinara, Rossano Insogna - sindaco di Melizzano, Delia Delli Carri - consigliere comunale Benevento, Mariavittoria Albini - consigliera comunale Pontelandolfo, Dario Belfiore - consigliere comunale Foglianise, Claudio Ferrucci - consigliere comunale Amorosi, Stefania Pepicelli - consigliere comunale Ceppaloni, Elio Graziano Fiorillo - consigliere comunale Ceppaloni, Angelina Caliendo - consigliere comunale Ceppaloni, Emilio Imbriani - consigliere comunale Ceppaloni, Alessandra Limata - assessore Comunale di Torrecuso, Gianluca Aceto – consigliere comunale Telese Terme, Raffaele Del Vecchio – consigliere comunale Benevento.

Al centro della protesta, come noto, c’è la chiusura dei porti da parte di Matteo Salvini, ministro dell’Interno (proprio qualche ora fa i 49 migranti a bordo della Sea Watch e Sea Eye sono sbarcati a Malta ed alcuni saranno accolti in Italia. Questo ha mandato su tutte le furie Salvini e nella notte è atteso un vertice di maggioranza) ed ovviamente il Decreto Sicurezza divenuto legge lo scorso 3 dicembre e che vede ampliarsi il fronte del no con sempre più Regioni che faranno appello alla Consulta per bloccare il decreto e l’opposizione di molti sindaci italiani Orlando e De Magistris su tutti. Contestati diversi punti: la revoca della protezione internazionale; l’abolizione del permesso di soggiorno umanitario che priverà dei diritti chi è già sul territorio e gli Sprar ai quali potrà accedervi solo chi ha già la protezione internazionale: gli altri nei CAS.

Nell’appello alla società civile sannita, lanciato da Sannio Antirazzista si legge: “In un’Italia assillata dal problema dello spopolamento delle sue aree rurali, dall’emigrazione dei suoi giovani e dall’invecchiamento della sua popolazione, la chiusura dei porti rappresenta un gesto di cinismo ideologico a cui non vogliamo sottostare in silenzio”.

In piazza, non solo contro Salvini e la sua legge ‘segregante’ ma anche per dire no all’’Europa dei muri: “La Comunità Europea – spiegano i manifestanti – nasce per l’ardente desiderio di pace e di riconciliazione dei suoi padri fondatori. Non è possibile oggi garantire la pace in un mondo dove aumentano le disuguaglianze tra ricchi e poveri, la pace non si difende con i muri e con le armi, ma con l’intelligenza politica ed il dialogo, con l’impegno per l’uguaglianza nella distribuzione delle risorse e per lo sviluppo e l’emancipazione di tutti i popoli. I porti chiusi e l’Europa dei muri e dell’indifferenza costituiscono un grande tradimento all’Europa e ai suoi valori fondativi”.

“Da Benevento – ha spiegato Pasquale Basile – così come nelle altre città italiane è partito un segnale importante. Un’azione concreta di opposizione al decreto Salvini che partita dai sindaci si sta sviluppando come movimento di partecipazione popolare composto da persone che non si riconoscono in quel decreto e nel modello di società a cui si sottende: una società fatta di paura, di negazione dei diritti. Da Benevento un segnale forte – aggiunge – con il mondo dell’associazionismo laico e cattolico, il mondo degli operatori Sprar e degli amministratori scende in campo e prende una posizione netta: noi siamo dalla parte dell’umanità, dalla parte di chi crede che la sicurezza passi dall’affermazione dei diritti per tutti, indipendentemente dal colore della pelle o della nazionalità. Noi ci riconosciamo in quelli che sono i principi di uguaglianza e giustizia racchiusi nella nostra Carta Costituzionale. Oggi, anche da Benevento, parte dunque un segnale importante: fare rete, creare sinergie per metterci insieme e costruire un’opposizione a questo decreto". 

“Noi siamo convinti che il Decreto Salvini – spiega Rosita Galdiero, segretario Cgil – sia il Decreto della Vergogna che ancora una volta vengano calpestati i diritti delle persone. Siamo tutti uguali, tutti cittadini del mondo e la barbarie di questi giorni con la chiusura dei porti lo riteniamo assurdo. Si continua ad alimentare la paura del diverso, verso chi ha il colore diverso dal nostro come se i diritti fossero in contrapposizione, come se questi nuovi cittadini ci rubassero il futuro. Bisognerebbe capire che se scappano è perché sono disperati e bisogna aprire i porti perché noi dobbiamo essere per loro quella speranza. Come Cgil chiediamo che gli Stati Europei costruiscano per loro una risposta concreta di protezione e di garanzia dei diritti ed è per questo che chiediamo anche l’apertura di corridoi umanitari”.

Dalla Cgil anche l’attacco all’amministrazione: “Anche a Benevento negli ultimi anni abbiamo assistito ad alcuni atti di intolleranza e perché si è deciso di investire poco sull’integrazione che significa riconoscere i loro diritti ed insegnargli la lingua italiana per poterli rendere parte integrante di una comunità. Questo non è stato fatto e parte dei fondi è stato spostato su luminarie e su feste e siamo dispiaciuti. Questa sera però abbiamo dimostrato il volto bello di questa città e questa provincia che è pronta ad accogliere anche con un sorriso”.

“E’ lo stare insieme, è il noi che vince – spiega Michele Martino coordinatore provinciale di Libera – così come a volte la criminalità si organizza, anche il bene va organizzato. Siamo qui per ribadire con forza che quello che va messo in sicurezza è l’accoglienza e non è l’accoglienza a minare la sicurezza. Nel momento in cui arrivano, i nostri fratelli migranti non devono essere schiavi della prostituzione o del caporalato e delle mafie. Sono persone come noi ed i loro diritti vanno rispettati”. 

Insomma, Benevento ha urlato, ha chiesto umanità e lo hanno fatto (insieme) realtà politiche, associazioni laicali ed ecclesiastiche, lo hanno fatto i sindaci, i sindacati, i cittadini. Tutti sono scesi in piazza per chiedere: diritti, il rispetto della Costituzione Italiana ed i suoi principi di inclusione, solidarietà e uguaglianza dall'attacco perpetrato dalla legge di salviniana scrittura ed il no secco alla deriva disumana e politica. Benevento è scesa in piazza per dire: restiamo umani.

M.P.



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