Partecipate, Consorzi e tagli, De Girolamo al Quaderno: ‘Io combatto per un Sud diverso’. La risposta del Direttore

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Egregio Direttore, ho letto il Suo editoriale e con dispiacere ho preso atto delle Sue conclusioni. Il dispiacere è causato dalla consapevolezza che anche una penna libera come la Sua finisce per omologarsi allo stereotipo del Mezzogiorno, che io con l'ingenuità della mia età cerco di contrastare e combattere. Un Sud assistito e piagnone, una terra, quella della mia Campania, egoista e prepotente, nella quale i sessantenni e le generazioni che hanno guidato questi ultimi lustri hanno pensato a se stessi e mai ai propri figli e/o nipoti.

La vicenda dei consorzi di bonifica, le modalità di gestione dei rifiuti ed il ruolo degli enti locali meritano un confronto politico approfondito che non può essere affrontato con slogan e qualche stimolo alla lacrimuccia
facile. Cercherò in poche righe di esporle le ragioni che mi portano ad essere determinata ed intransigente sul tema. Intransigenza che è figlia della consapevolezza che rifiuti e sanità rappresentano il cancro della gestione della cosa pubblica in Campania e nel resto del Sud. Ma occupiamoci di Campania.

Dovrei parlarLe degli ultimi 15 anni, ma è meglio partire, per ragioni di spazio e di tempo, dalla relazione del Prefetto di Napoli Pansa del dicembre 2007 inviata all'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi.

Di cosa ho parlato io a Napoli? Sono partita da quella relazione, che suppongo Lei non abbia letto altrimenti quella penna libera che io conosco non avrebbe mai banalizzato una vicenda così grave. Quella relazione era impietosa, non solo perchè metteva in evidenza la voragine economica superiore al miliardo di euro della gestione commissariale, ma anche perché evidenziava l'irresponsabilità di molti sindaci che per anni hanno incassato la tarsu senza riversarla alla gestione dei rifiuti, tradendo così due volte i contribuenti. Ma la parte centrale di quella relazione era riservata al ruolo e funzionamento dei consorzi di bonifica.

In particolare il mio intervento ha riguardato con nettezza i nove consorzi di Napoli e Caserta, che ribadisco andrebbero sciolti perchè rappresentano un danno alla collettività, ai contribuenti e all'ambiente. Continuare a tenere in ostaggio i lavoratori che spesso sono costretti a non lavorare e le loro famiglie che non possono mangiare è vergognoso ed è un metodo da Sud che io combatto ed è umiliante per gli stessi lavoratori e per i tanti che come me credono che il Mezzogiorno possa riscattarsi.

Per questa ragione ho più volte proposto ed andrò avanti nella mia idea di razionalizzazione della gestione dei rifiuti, lo scioglimento di tutte le aziende pubbliche con evidenti infiltrazioni criminali e di tutte quelle imprese a capitale misto che in realtà sono state un regalo della politica di sinistra al voto clientelare e ad una idea di capitalismo assistito di cui mi vergogno.

Se per i lavoratori Alitalia il Governo è riuscito a trovare il modo di costruire ammortizzatori sociali straordinari che hanno consentito ad oltre 10mila lavoratori di ottenere per quantità e durata un sostegno in deroga agli ammortizzatori sociali correnti, a fronte di un cambiamento radicale di quella pessima storia imprenditoriale, a maggior ragione bisogna farlo nel Mezzogiorno per casi straordinari. Noi meridionali abbiamo il diritto di pretendere che non debba prevalere un presunto diritto al lavoro rispetto alla legalità, alla gestione trasparente della cosa pubblica e ad una gestione dei rifiuti di tipo europeo.

Pertanto, caro Direttore, non cada anche Lei nella retorica della difesa assoluta del posto di lavoro, perchè come ho avuto modo di sottolineare a Napoli, quelli non sono esempi di posti di lavoro, anzi quella è la negazione del lavoro. Proprio perché credo nella politica e nella funzione della stessa, penso che al Sud si debba smettere di utilizzare le difficoltà degli ultimi e le loro sofferenze per giustificare arretratezza e degrado.

I lavoratori vanno difesi, i loro sfruttatori no. Gli ultimi vanno aiutati, quelli che utilizzano le loro difficoltà vanno cacciati dalla politica e dalla società. Ribadisco la necessità di sciogliere quei consorzi e di proteggere quei lavoratori di Napoli e Caserta con moderni ammortizzatori sociali, sul modello Alitalia. Non possiamo e dobbiamo essere più ricattati per quelle storie, per quelle vicende, per quei dolori, separiamo una volta per tutte l'illegalità dal lavoro.

Invece per quanto concerne le altre province è sotto gli occhi di tutti il degrado del servizio che ci viene erogato. Ho molto rispetto dei lavoratori di Benevento, che avranno sempre il mio sostegno, ne ho molto meno per chi li sfrutta, per chi li utilizza e per tutti quei politici e non che in questi anni hanno trasformato i rifiuti in oro. La mia libertà è questa, dire e fare le cose in cui credo!
Nunzia De Girolamo


Gentile Onorevole,
io invece sono molto compiaciuto della Sua risposta, per il solo fatto che ci sia stata. Va a Suo merito, perché gran parte dei Suoi colleghi o dei dirigenti politici, di centro, destra e sinistra, non sente di dover dar conto alla pubblica opinione delle critiche ricevute. Discutiamo, confrontiamoci, quindi, contrapponiamoci pure sugli argomenti, altrimenti questa realtà continuerà a essere fatta di monadi non comunicanti o di gruppi che si muovono a tutela di interessi molto stretti, se non singolari.

Non m’intruppi, però, in coloro che vogliono difendere un Sud assistito e piagnone. L’esperienza di questo giornale toglie ogni dubbio al riguardo. Con fatica e orgoglio, l’abbiamo portata avanti, stando sul mercato, per 21 anni, dimostrando che l’osare dell’intrapresa l’abbiamo saputo praticare.

E’ anche notorio quanto spazio proprio questa iniziativa editoriale abbia dato ai giovani, a un centinaio dei quali abbiamo consentito di diventare giornalisti, mettendogli a disposizione mezzi e conoscenze, senza aver mai chiesto loro per chi votassero e quasi sempre senza averlo mai saputo. Non pochi, poi del praticantato hanno fatto la professione. Per molti è stato comunque un arricchimento, avendo avuto, come scrive Lei nella chiusa, la possibilità di dire e fare le cose in cui hanno creduto e credono!

Nel mio editoriale, mi sono limitato a commentare i seguenti quattro righi, di una Sua dichiarazione, così sinteticamente comunicata alla stampa: “Tagliamo società partecipate e consorzi di bonifica, riprendiamo la relazione del Prefetto Panza del 2007 e poniamo fine alla politica clientelare ed usuraia. Se vogliamo essere credibili non basterà sostituire i consigli di amministrazione targati Bassolino con quelli targati Caldoro, dobbiamo avere coraggio e dare il buon esempio”.

Fosse stato divulgato il testo di questa Sua nota odierna, sarebbe stata più articolata anche la mia, sebbene non del tutto diversa. Per la maggior incidenza nella realtà sannita, mi sono riferito soprattutto al Suo citare le società partecipate e agli ex consorzi per i rifiuti. Per il presente drammatico che si trovano già a viver alcuni e il futuro che può essere negato ad altri ancora.

Conosco, infatti, le conseguenze che taluni di questi lavoratori interessati patiscono e non ho difficoltà a immaginare quelle che altri potranno patire da questi “coraggiosi ed esemplari”  tagli. Sono spaventose e per questo ho detto e ribadisco che i politici non possono rimanere, a mio avviso, su un astratto criterio di efficienza e produttività, costi quel che costi.

Proprio noi che abbiamo un reddito e soprattutto chi ha il compito di governare la società, parlando dei tagli o decidendoli, non possiamo contestualmente tacere le soluzioni o per coloro che si trovano improvvisamente senza reddito. E comunque, insisto, il licenziamento in tronco dei dipendenti, in ogni caso, in particolare in un ente pubblico, non può essere mai celebrato come virtuoso e coraggioso.

Non conosco bene la situazione dei consorzi napoletani e casertani cui fa riferimento ma è evidente che gli ammortizzatori sociali non possono essere eterni ed è chiaro che per pagare un salario a qualcuno è necessario, ma soprattutto è giusto e doveroso, che ci sia una prestazione in cambio. Il Sud non ha bisogno di assistenza, ne ha avuta troppa ed è stata dissipata o peggio defraudata a vantaggio di pochi e spesso dei malavitosi. Su questo non c’è opinione diversa.

Così come non posso che sostenerla nella Sua azione “per lo scioglimento di tutte le aziende pubbliche con evidenti infiltrazioni criminali e di tutte quelle imprese a capitale misto che in realtà sono state un regalo della politica di sinistra (non solo, mi creda Onorevole, ma anche del centro e della destra, NDR) al voto clientelare e ad una idea di capitalismo assistito” di cui ci si deve vergognare. La vicenda Alitalia, cui pure accenna, non mi pare, complessivamente, sia stata un ottimo affare per come l’ha chiusa il Governo, ma approfondirla qui porterebbe via molto spazio.

Io invece voglio cogliere l’occasione per dirLe che troverà questo giornale sempre pronto a sostenerla in ogni sua azione tesa a “separare una volta per tutte l'illegalità dal lavoro”, come scrive, e “a combattere quelli che utilizzano le difficoltà degli ultimi” nella politica e nella società. E’ per il Quaderno il pane quotidiano.

Naturalmente, saremo anche pronti a criticarLa se invece dovesse deflettere da tali lodevoli principi e far prevalere interessi di bottega o il solito familismo da clan beneventano, immarcescibile nella Prima come nella Seconda Repubblica.

Nel frattempo, proprio per l’importante ruolo che Lei svolge nel Parlamento ma soprattutto nel Sannio, pur riconoscendo il fatto che, normalmente, non usa perifrasi quando si esprime e soprattutto quando critica, La esorto nuovamente ad avere maggiore prudenza quando dal linguaggio consueto della politica o tra i politici si passa a parlare, in questa realtà, di posti di lavoro da tagliare.

Mi creda non c’è bisogno del mio articolo per suscitare "la lacrimuccia”, qui, perso il lavoro, si piange davvero, tanto e amaramente.
Carlo Panella



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