Per Altrabenevento i lavori dei Pozzi di San Salvatore Telesino avviati con il pretesto di una mancata emergenza

18:21:30 2417 stampa questo articolo
Gabriele CoronaGabriele Corona

Dura accusa dell'associazione Altrabenevento, guidata da Gabriele Corona, secondo cui "La Regione Campania e ACEA-Gesesa insistono per sottrarre alla città di Benevento e ai comuni della valle Telesina l'acqua buona del Biferno e sostituirla con quella pessima dei pozzi di San Salvatore Telesino. Tacciono i sindaci e le forze politiche".

Altrabenevento ricorda che la Regione Campania con Decreto Dirigenziale n. 40 firmato l'11 luglio scorso dalla Dirigente Servizio Integrato Acque, dott.sa Maria Salerno, ha approvato il progetto "Rifunzionalizzazione ed attivazione del campo Pozzi di San Salvatore Telesino" e avviato, dopo trent'anni, le fasi di esproprio dei terreni. Nella relazione al progetto - sottolinea ancora l'associazione - i lavori sono stati affidati alla società Acqua Campania, senza gara di appalto, considerata la "somma urgenza" per dover far fronte alla crisi idrica del 2017 della città di Benevento.

Ma sul punto l'associazione Altrabenevento dichiara che "In realtà l'anno scorso non c'è stata alcuna crisi a Benevento, alimentata in gran parte con l'acqua che proviene dalle sorgenti del Biferno.  A febbraio, cioè due mesi prima delle previsioni meteo che annunciavano un'estate siccitosa, la Regione ha assegnato alla GESESA, l'azienda che gestisce il servizio idrico del capoluogo ed altri comuni sanniti, i pozzi di San Salvatore Telesino per far "fronte alla emergenza idrica". La siccità del 2017 invece non ha inciso sulle portate delle sorgenti molisane, che in genere si abbassano a novembre, ed infatti in autunno non c'è stata la preannunciata crisi idrica a Benevento". 

Per Altrabenevento l'emergenza sarebbe stata quindi un pretesto per giustificare altri lavori ai pozzi di San Salvatore Telesino, "scavati negli anni 90 e mai utilizzati per la pessima qualità dell'acqua. Sono costati diversi miliardi di lire ma furono abbandonati e devastati. Dopo trent'anni la Regione adesso ha impegnato altri 8.426.647,41 euro per la loro "rifunzionalizzazione" perché dicono di volere "rendere autosufficienti" la città di Benevento e i paesi della valle telesina, che dovrebbero accontentarsi di quell'acqua, pessima e molto dura, per dirottare su Napoli-Caserta l'acqua ottima delle sorgenti del Matese".

Secondo il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona,"Hanno fretta di avviare i lavori i funzionari della Regione Campania del Servizio Acque tra i quali Ciro Pesacane che fino a pochi anni fa si professava ambientalista e dirigente di Rifondazione Comunista, oggi Responsabile del Procedimento per rendere autosufficiente la città di Benevento) al punto che gli atti per gli espropri dei terreni sono stati inviati ad agosto scorso ai proprietari dei suoli prima che il decreto fosse pubblicato sul BURC. Si tratta, però, delle stesse particelle occupate trent'anni fa per costruire quei pozzi, senza il successivo pagamento delle indennità di esproprio".

"E' chiaro, quindi - conclude Corona - che adesso i proprietari di quei terreni pretendono il pagamento della "occupazione usurpativa" che farà lievitare ancora i costi, le liti giudiziarie e i tempi di completamento dei lavori. Poi, se mai dovessero finire, ci ritroveremo acqua pessima che costerà moltissimo per il pompaggio e che farà abbassare la falda utilizzata anche dai contadini della zona per irrigare.  Perché tace il sindaco di San Salvatore Telesino?", conclude Corona.



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