Benevento. La visita di Salvini al Pastificio Rummo infiamma i social

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Matteo Salvini nel video postato dal Pastificio Rummo di Benevento (Fotogramma da X del profilo ufficiale)Matteo Salvini nel video postato dal Pastificio Rummo di Benevento (Fotogramma da X del profilo ufficiale)

Il ministro delle Infrastrutture scatena le critiche per un'operazione di marketing elettorale. L'accusa: il ministro delle infrastrutture, non competente in materia, si avvale di un brand per fare propaganda.

Benevento - La visita del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al Pastificio Rummo di Benevento effettuata giovedì scorso, ha scatenato una bufera sui social. Il ministro leghista, che non ha alcuna competenza in materia di sviluppo economico o alimentare, è stato accusato di aver sfruttato la sua posizione istituzionale per fare propaganda elettorale.

La visita, avvenuta giovedì 18 gennaio, è stata documentata da un video pubblicato sui canali social di Salvini. Nel filmato, il ministro indossa una cuffietta e un camice da lavoro e si mostra intento a visitare lo stabilimento produttivo dell'azienda.

"Oggi ho visitato il Pastificio Rummo, un'eccellenza italiana che esporta la sua pasta in tutto il mondo", ha scritto Salvini sul suo profilo Facebook. "Un'azienda che crea lavoro e ricchezza nel nostro Paese, che merita il nostro sostegno".

Il post ha suscitato una pioggia di critiche da parte degli utenti, che hanno accusato Salvini di aver approfittato della visita per fare un'operazione di marketing elettorale.

"Un ministro che non ha competenze in materia di sviluppo economico o alimentare va a visitare un'azienda per fare propaganda?", ha scritto un utente. "È una vergogna".

"Salvini ha sfruttato la sua posizione istituzionale per farsi pubblicità", ha commentato un altro utente. "È un comportamento inaccettabile".

Cosimo Rummo, presidente del CdA della Rummo S.p.A.Il patron del Pastificio Rummo, Cosimo Rummo, si è detto sorpreso dalle polemiche. "Il ministro delle Infrastrutture viene a Benevento per fare investimenti, chiede di visitare lo stabilimento e io devo chiudere la porta in faccia?", ha detto Rummo in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno.

La vicenda ha sollevato un interrogativo sul ruolo dei ministri in materia di propaganda elettorale. È giusto che i ministri utilizzino la propria posizione istituzionale per promuovere la propria immagine politica?

La domanda non è peregrina. Infatti molti commenti sui social sono incentrati sul fatto che l'operazione messa in campo da Salvini è smaccatamente propagandistica, dato che non si è limitata al lato istituzionale, cosa che sarebbe stata naturale e normale con conseguenti ricadute mediatiche, ma deborda in un ambito economico che non è nemmeno di sua competenza istituzionale.

La mossa, peraltro, precede la votazione sull l disegno di legge sull'autonomia differenziata delle regioni, fortemente voluto dalla Lega e presentato dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Massimiliano Fedriga, sarà votato oggi dal Senato. Una norma ritenuta discriminante per il mezzogiorno e per questo molto avversata nel meridione. E Salvini sin dal suo esordio politico, è stato protagonista di più episodi in cui dileggiava - quando non insultava apertamente - il Sud e i meridionali. Fatti che tanti non hanno mai dimenticato e che lo spot a beneficio dei social fatto da Salvini al Pastificio Rummo, fa riemergere prepotentemente nei commenti.

A farne le spese lo stesso pastificio che molti invitano a boicottare. Il boicottaggio, come lo sciopero, è una forma di protesta - legittima e democratica, a differenza di quanto sentenzia qualche giornale. Ma non è certo necessario tanto per far arrivare le proprie proteste ai protagonisti della vicenda. Già le ampie critiche e il danno di immagine che ne deriva può servire da monito.

Autonomia differenziata

Il disegno di legge sull'autonomia differenziata, fortemente voluto dalla Lega e presentato dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Massimiliano Fedriga, sarà votato oggi dal Senato.

Il ddl, che prende il nome dal suo relatore, il leghista Roberto Calderoli, prevede la possibilità per alcune Regioni a statuto ordinario di acquisire ulteriori forme e condizioni di autonomia, in materia di istruzione, sanità, polizia locale, infrastrutture, fisco e lavoro.

Le Regioni interessate all'autonomia differenziata sono attualmente tre: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il ddl è stato approvato dalla Camera dei deputati il 22 giugno 2022, con 373 voti favorevoli, 216 contrari e 1 astenuto.

L'approvazione del ddl dal Senato è prevista per la giornata di oggi.



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