Consulta delle Donne, Patrizia Callaro replica a Vittoria Principe

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Patrizia CallaroPatrizia Callaro

Patrizia Callaro, Delegata alla Commissione Pari Opportunità del Comune di Benevento, replica alle critiche espresse nei confronti della Consulta. 

"Con la semplicità che mi appartiene" - esordisce Callaro - "sulla quale quotidianamente investo per continuare a mantenerla - non posso non replicare ai biliosi commenti che una di noi, una donna, ha inteso rivolgere ad una importante conquista cittadina: la Consulta delle Donne. Per nostra fortuna la tipologia cui appartiene la nostra detrattrice, quella del… “chiedete a me, so tutto io ! di chi immagina di essere in possesso di risposta ad ogni domanda, di soluzione ad ogni problema, rappresenta una piccola minoranza. Talmente piccola che ancora non riesce ad affermare e rappresentare proposte all’interno di un civico consesso, nonostante i tentativi con tanto di mezzi di informazione di proprietà a sua disposizione".

"Ciò che principalmente dispiace - continua Callaro - è constatare che la nostra detrattrice, immagina solo a chiacchiere di portare avanti le fondamentali istanze delle pari opportunità. Non si accorge che i suoi commenti sono discriminanti, sprezzanti e arroganti. Non si rende conto che la buona dose di classismo che trasuda dalle sue affermazioni, è rivolto anche contro le donne del suo attuale partito - quello di sua “opportunità” - che nel corso di questi anni, con sagace semplicità, hanno portato avanti in un contesto particolarmente impegnativo. Ricordo infatti che nella scorsa consiliatura sono state le Consigliere del PD ad avviare un percorso che a Benevento tardava a realizzarsi, e che io, anche grazie al loro sincero e disinteressato contributo, ho raccolto, portato avanti e concluso".

"A loro - conclude la consigliera -  oltre che a tutte le componenti della Consulta delle donne, va il mio rinnovato ringraziamento. L’invito a non si lasciarsi condizionare o intralciare dalle personali ambizioni di isolate ed inascoltate opinioniste locali, ma provare ad immaginare iniziative il più possibile variegate per rappresentare “l’essere donna” in tutte le sue sfaccettature. Credo che questo sia il modo più efficace per provare a realizzare momenti di cittadinanza attiva anche per chi oggi nutre una risentita sfiducia. Per contribuire a non far mai mancare le profonde motivazioni per conoscere, capire, costruirsi un'opinione solida e meditata, e perché no, anche per far vivere ambizioni e sconfitte con serenità e semplicità. Magari alimentando anche la fiducia che prima o poi, ciascuna donna, pur senza invettive, può dimostrare ciò che è e ciò che vale (nell’ambito istituzionale, si intende)".

 



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