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15/3/2019 :: 13:19:11

Bucchi: "Voglio squadra con il coltello tra i denti". Marino carica i suoi: i convocati

Cristian Bucchi
Cristian Bucchi

Le parole dei due tecnici alla vigilia della sfida. 

Consueta conferenza stampa pre gara per Cristian Bucchi. Il tecnico del Benevento ha incontrato gli operatori della comunicazione per fare il punto in vista del match di domani, sabato 16 marzo, tra Strega e Spezia nella 29ma giornata del campionato di Serie Bkt. Un Benevento, reduce da due brutte prestazioni esterne in casa del Livorno e della Cremonese. Diversi i punti toccati in conferenza.

Gara Cremonese. “Quando ho detto di aver rivisto la mia squadra, dopo Cremona, mi riferivo all’atteggiamento e solo a quello. A Livorno eravamo stati sbadati, disattenti, perso tutte le seconde palle. Con la Cremonese abbiamo sbagliato sei secondi, quelli finali, mentre per il resto avevamo fatta una gara giusta dal punto di vista dell’attenzione. Quando le cose non vanno ci sono delle responsabilità, non devo discolparmi, ed è giusto metterci la faccia come sempre”.

Spezia. “Affrontiamo una squadra forte, sbarazzina, veloce e con grande individualità. Non hanno grandi pressioni e verranno qui a giocarsela. Mi aspetto un ottimo Benevento, una bella partita nella quale ritrovarci un po’ sia nei risultati che nella prestazione. In settimana abbiamo lavorato bene e dunque mi aspetto di vedere una gara dove noi possiamo e dobbiamo fare il nostro e cioè: fare gioco, creare tanto, concedere poco e portare a casa punti”.

Le ultime 10, tutte finali. “La continuità era fondamentale e noi l’abbiamo trovata anche perché per tre mesi siamo riusciti a fare cose positive. Ora abbiam perso continuità di risultato, perché due sconfitte ci hanno tolto questo, e di prestazione, visto che veniamo da due partite diverse ma non soddisfacenti. Ci aspettano 10 finali secche nelle quali dobbiamo essere bravi a portare avanti le nostre idee e cercare di sfruttare le qualità o i difetti degli avversari”.

Centrocampo. “In mezzo al campo è il reparto dove abbiamo fatto più cambiamenti. Cambi dati da disponibilità ed infortuni, le condizioni. Credo che abbiamo trovato un assento ed una quadratura. Bene o male hanno giocato sempre gli stessi, magari solo sugli esterni c’è stato qualche cambio in più con Maggio, Letizia, Improta, Gyamfi ma di base c’è stata una continuità. Anche in mezzo al campo, abbiamo trovato degli equilibri ma poi è chiaro che le scelte sono dettate anche dalla gara che vai a fare. A Cremona abbiamo giocato contro una squadra che ci aspettava nella propria metà campo ed avevamo bisogno di un giocatore più tecnico, che muovesse bene palla per tirarli fuori e la scelta va prima su Viola e poi su Vokic, non su un giocatore di intensità o di inserimento. A Livorno invece servivano giocatori bravi a leggere le situazioni tra le linee e fare superiorità numerica. Poi, le cose non vanno ed è normale che le scelte o la partita non danno ragione. Questo però lo valutiamo dopo, le scelte noi le facciamo prima e con logica. Abbiamo tanti giocatori e dobbiamo essere bravi a sfruttarli. Abbiamo sette giocatori, quattro restano fuori ed è normale che qualcuno sia dispiaciuto o meno impegnato. Se però giocano tre o trenta minuti poco importa, vale la squadra e non il singolo. A questo punto, ci siamo arrivati con i nostri pregi e difetti. Credo che dobbiamo essere bravi a portare avanti un discorso fatto di lavoro ed equilibrio. Lavoriamo con serietà, senza farci ingannare dalla sfida con il Pescara e dalle due sconfitte”.

Difetto di personalità? “No, non credo sia un discorso di personalità. 38 partite, due o tre le sbagli. Le sbaglia la Juventus che è abituata a lottare per grandi obiettivi e le possono sbagliare chiunque anche in questo campionato. Il Lecce ha perso a Cittadella, il Palermo a Crotone, il Pescara. Sono purtroppo cose che accadono, non siamo certo contenti. A Cremona è stata una gara brutta, con un campo impraticabile e pieno di buche e anche l’atteggiamento dell’avversario è cambiato: difesa a cinque, tre centrocampisti al limite rinunciando ad attaccare. Noi ci siamo ritrovati a fare una partita di attacco su un campo sul quale era impossibile giocare, una gara che poteva sbloccarsi solo grazie ad un episodio. Abbiamo sbagliato a prendere gol, altrimenti avremmo portato via, dopo una partita sporca, un punto giusto. Capisco che due sconfitte fanno sempre gridare a qualcosa che non va e non dobbiamo buttare tutto al vento. Dobbiamo avere equilibrio, capire di cosa ha bisogno la squadra, avere idee chiare. Non siamo in crisi, siamo a tre punti dalla Serie A diretta. Alle volte i 90 minuti non rendono giustizia ai tifosi, alla società, ai calciatori”.

Voglia e sacrificio. “Da otto mesi li vedo lavorare tutti i giorni e non ho mai trovato un gruppo così. Li ho visti entrare in campo con le caviglie gonfie, infiltrazioni, antidolorifici e senza dire nulla. Si sono sempre sacrificati e messi lì, senza mai dirlo a nessuno e senza mai lamentarsi. Questi ragazzi vanno supportati, devono lavorare sereni perché sono forti: fidiamoci di loro. Se ci sono delle cose che non vanno, le responsabilità sono totalmente le mie”.

Caldirola. “Luca sta meglio, lo valuteremo con calma dopo l’allenamento e se schierarlo domani”.

Atteggiamento. “Rispetto al paragone con il Perugia credo si tratti di due momenti diversi, in quel caso eravamo ancora alla ricerca della nostra identità. Avevamo vissuto una partenza esaltante ed un momento deprimente dato soprattutto dalle tante assenze. Eravamo un gruppo privo di sette o otto individualità e quello rappresentava un momento di difficoltà estrema anche perché eravamo anche in un momento di cambiamento visto che attuavamo un diverso sistema di gioco. Oggi, nel bene e nel male abbiamo trovato il nostro percorso che a volte riusciamo a fare bene altre malino. Dobbiamo cercare di non sbagliare l’atteggiamento, la gara di Livorno l’abbiam persa per una questione di atteggiamento. Siamo scesi in campo, fatto due minuti bene e poi alla prima mezza difficoltà siam cambiati diventando molli, secondi e questo è quello che non voglio vedere. Voglio una squadra che non perde mai la bava alla bocca, il coltello tra i denti, che vuole combattere in ogni partita e che poi nel combattimento tira fuori tutte le qualità che ha. Questo, nelle ultime due non lo abbiamo fatto, voglio rivedere la squadra che ha giocato con il Pescara. È quella la squadra che si avvicina di più a quello che io ho in mente”.

Convivenza Viola – Crisetig. “Non faccio giocare qualcuno per dare risposte ad altri. Nicolas ha giocato perché si è allenato bene e nelle ultime due era entrato ed aveva fatto bene. Per quanto riguarda le caratteristiche era come dicevamo prima: avevamo trovato un buon equilibrio soprattutto quando giochi con un sistema di gioco del genere ed un centrocampo a tre. La cosa fondamentale in questo caso è che i centrocampisti abbiano l’inserimento anche perché Crisetig davanti alla difesa detta bene i tempi ma non può arrivare in area di rigore e quindi, le due mezz’ali per caratteristiche sono quelli che devono accompagnare l’azione. Chi può farlo? Buonaiuto e Bandinelli, ed è questo il motivo per il quale hanno giocato più di tutti. Arrivavamo con tanti uomini in area di rigore che è quello che voglio fare. A Cremona non avevamo spazi da aggredire ho pensato di inserire un giocatore che potesse tirare da fuori, saltare l’uomo, invitare con il gioco gli avversari ad uscire fuori e metterli in difficoltà. Ci sono delle gare in cui ti rendi conto che la tua squadra è padrona del campo ed allora osi, vuoi vincere. Crisetig e Viola non possono giocare insieme se la partita diventa agonistica, con spazi larghi e grande intensità. Se accorciamo gli spazi e la mettiamo sulla qualità sicuramente possono convivere”.

Dettagli. “Con il Pescara se Gravillon non avesse fatto quell’errore e Volta non si fosse smarcato ora parleremmo di un pareggio. Sono i dettagli a fare la differenza. Devi essere concentrato, perfetto, preciso e non sbagliare nulla a livello tattico e tecnico. Noi dobbiamo sfiorare la perfezione. Non lo saremo mai? Può darsi. Non saremo meravigliosi? Può darsi. Ogni squadra ha le sue caratteristiche, noi abbiamo le nostre e dobbiamo portarle avanti fino alla fine perché questo ci ha permesso di essere lì, con i nostri pregi e nostri difetti, a giocarcela. Dobbiamo essere contenti di alcune cose, consapevoli che altre vanno migliorate perché quei sei secondi dovevano portarci un punto. Dobbiamo crescere, abbiamo dieci partite per farlo e lo faremo. Poi, quando certe cose accadono vorresti sprofondare perché basta un nulla per mettere tutto in discussione. Alla squadra però deve arrivare il giusto: che quei sei secondi sono stati sbagliati, e che allo stesso tempo non possono condizionare otto mesi. Questa è una squadra che merita soddisfazioni, è un gruppo stratosferico”.

Gol. “Quando non arrivano con fluidità devi trovare delle soluzioni e lavoriamo per trovarle”.

Tuia. “Ha un risentimento. Lo valuteremo post Spezia e vediamo se sarà recuperabile per Ascoli”.

Costa. “Si è allenato a parte, ha un affaticamento e domani non ci sarà. Alla ripresa si aggregherà al gruppo”.

Bucchi, dopo la rifinitura e la conferenza stampa ha reso noto anche la lista dei convocati. Non vi figurano i due infortunati Costa e Tuia mentre rientrano Maggio e Volta.

Ecco la lista:

Portieri: Montipò, Gori, Zagari;

Difensori: Gyamfi, Letizia, Antei, Volta, Caldirola, Di Chiara, Maggio;

Centrocampisti: Bandinelli, Del Pinto, Tello, Viola, Vokic, Crisetig, Goddard;

Attaccanti: Coda, Improta, R. Insigne, Buonaiuto, F. Ricci, Armenteros, Asencio.


Qui Spezia.

A parlare, questa mattina, è stato anche Pasquale Marino che prima della partenza per il Sannio nella sala stampa del “Picco” ha fatto il punto della situazione. Marino ha anche affrontato il ‘periodo’ non positivo degli aquilotti (4 sconfitte nelle ultime 5) ed ha detto: “Nell'ultimo periodo abbiamo vissuto un leggero calo, pagando le partite ravvicinate e gli infortuni, che hanno condizionato la gestione del turnover, situazioni che ci hanno fatto vivere una flessione dal punto di vista delle prestazioni”. Ha poi aggiunto: “Ultimamente anche gli episodi non hanno girato a nostro favore, ad ogni minimo errore siamo stati puniti, quindi dovremo cercare di limitarli al limite, cercando di mettere in campo un atteggiamento sbarazzino, ritrovando quella serenità e quella fiducia in noi stessi che nelle ultime uscite ha un po' vacillato. Quando si giocano tante partite ravvicinate si rischia di perdere un po' di lucidità e questo è accaduto soprattutto nella gara con il Padova, cosa strana per noi, che durante tutto l'arco della stagione abbiamo dimostrato grande capacità nel mantenere gli equilibri: non siamo lo Spezia visto nelle ultime due gare e vogliamo dimostrarlo”.

Sulla settimana di preparazione in vista della sfida del Vigorito ha poi precisato: “In questi giorni abbiamo lavorato molto bene, con la mentalità giusta per ripartire e riproporre prove importanti come quella offerta contro il Livorno, pertanto domani sono convinto che la squadra non deluderà”.

Parole anche sul Benevento. “Il Benevento è una società di spessore, retrocessa dalla Serie A e che ha costruito una formazione ambiziosa, un organico forte per provare a risalire immediatamente; Bucchi ha a disposizione tante alternative di qualità ed è bravo ad alternarle con intelligenza, senza mai perdere gli equilibri, ma in settimana abbiamo lavorato con grande concentrazione e ci faremo trovare pronti, a prescindere da chi i campani faranno scendere in campo”.

Resi noti anche i convocati dello Spezia. Marino, ritrova Da Cruz che ha scontato il turno di squalifica ma dovrà rinunciare agli indisponibili Gennaro Acampora, Soufiane Bidaoui, Elio Capradossi, Marco Crimi, Martin Erlic, Emmanuel Gyasi e Giuseppe Mastinu.

Ecco la lista dei convocati:

Portieri: Lamanna, Manfredini, Barone.

Difensori: Brero, Augello, Crivello, Terzi, Ligi, De Col, Vignali.

Centrocampisti: Mora, Ricci, Bartolomei, De Francesco, Maggiore.

Attaccanti: Pierini, Galabinov, Okereke, Da Cruz.

M.P.



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