
Marini in difesa di Veltroni ma anche del vicepremier Francesco Rutelli. Ai giovani presenti, l’ex sindacalista ha spiegato il significato della teoria “alleanze di nuovo conio”: “Oggi – ha dichiarato Marini – abbiamo un partito nuovo che per le prossime elezioni ha il sacrosanto diritto di verificare le sue alleanze in nome del programma. Non è un problema che riguarda l’oggi”. Un ragionamento che prende spunto dalle difficoltà che vive l’attuale situazione politica: “Il male di questo bipolarismo – ha spiegato la seconda carica dello Stato – sta nella disomogeneità che si riscontra nelle due coalizioni. Non può accadere che su un accordo importante, come quello sul walfare siglato dal Governo, ci sia una parte della maggioranza che decide di scendere in piazza. Perciò i punti programmatici su cui convergere vanno decisi prima delle elezioni”. A questo proposito Marini ha fatto mea culpa sul programma dell’Unione: “280 pagine sono davvero troppe, bisogna individuare 10-12 punti chiari su cui si possa convergere”.
Interpellato dal direttore di “A” sull’iniziativa della Commissione Europea che ha chiesto all’Italia chiarimenti sugli sgravi fiscali alla Chiesa, il presidente non ha usato mezze misure: “In Europa permane un filone ideologico di non simpatia per la Chiesa. Mi chiedo come si fa a parlare di queste cose quando siamo davanti al ruolo straordinario che la Chiesa svolge in modo prezioso nel campo sociale. In una società di squilibri ed emarginazione, la Chiesa in molti casi arriva prima dello Stato”.:: Questo articolo è stato stampato dal quotidiano online ilQuaderno.it ed è disponibile al seguente indirizzo:
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