Rc auto, Federconsumatori contro le differenze fra Nord e Sud

10:56:19 8378 stampa questo articolo
Tagliandi assicurativiTagliandi assicurativi

Il presidente di Federconsumatori Campania Rosario Stornaiuolo chiede prezzi uguali per tutti in materia di Rc Auto. 

Continua il momento turbolento dell’Rc auto. Dopo le polemiche relative al Ddl concorrenza, ecco la protesta di Federconsumatori Campania. Il presidente dell’Associazione Rosario Stornaiuolo e Antonio Coviello, docente universitario in materia assicurativa, sono stati i promotori della proposta di legge denominata “Tariffa Italia”. Al centro dell’attenzione vi sono i costi dell’rc auto molto diversi fra Nord e Sud. Chi dopo aver messo le polizze Genialloyd a confronto con quelle Direct Line e Quixa per trovare l’opportunità migliore, si accinge a stipulare un’assicurazione auto nel Sud Italia spenderà infatti molto di più rispetto a un cliente del Nord.
Differenze di prezzo per l’Rc auto inaccettabili
Stornaiuolo ritiene inaccettabile il fatto che in Campania si paghi quasi il triplo che in Lombardia. Secondo i dati dell’Ania, l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici, in Italia si spendono in media 231 euro in più rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Stesso discorso per le moto, dove il costo medio italiano per l’assicurazione è di 279 euro, mentre negli altri Paesi è di 150.
Le differenze però sono evidenti anche fra le regioni del nostro Paese. L’Ivass ha verificato che un automobilista milanese nella I classe e con massimale minimo spende circa 485 euro, tre volte meno dei 1200 euro versati da un suo connazionale napoletano. Storniauolo afferma che si tratta di vere e proprie discriminazioni territoriali, specie in periodo di crisi come questo. Il presidente fa quindi appello ai parlamentari perché vengano presi provvedimenti nelle sedi opportune.
Il precedente del 2012
Già nel 2012 il Senatore Pontone richiese l’introduzione della tariffa unica per l’Rc auto, ma il Ministero dell’Economia rifiutò l’emendamento, spiegando che le differenze di prezzo erano causate dal fatto che nel Mezzogiorno vi è un più alto tasso di sinistri. Secondo i dati Istat però nel triennio 2011-2013 le regioni con il più bassi tassi di mortalità sono state Basilicata, Lombardia, Campania, Calabria e Sicilia, mentre i livelli più alti sono stati rilevati in Molise, Emilia-Romagna, Sardegna, Umbria e Friuli-Venezia Giulia.
Coviello sostiene che i provvedimenti legislativi recentemente approvati hanno confermato che in Italia sono le lobby assicurative a dettare legge in realtà. Recentemente anche Luigi Cipriano, presidente di Aneis (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) ha affermato che oramai il Governo è“il più strenuo difensore degli interessi delle lobby assicurative piuttosto che il garante dei diritti degli italiani”. Coviello e Stornaiuolo concludono chiedendo alla classe politica, e in particolar modo a quella meridionale, di difendere i diritti dei cittadini. 



Articolo di Guide al Risparmio / Commenti