Regione. Approvata mozione Bolkestein, ma dal M5S piovono critiche sul PD

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Napoli. Consiglio Regionale della Campania (foto di www.quasimezzogiorno.org)Napoli. Consiglio Regionale della Campania (foto di www.quasimezzogiorno.org)

La mozione è finalizzata a salvaguardare i commercianti in possesso di concessione al fine di tutelare i mercatini rionali, l’occupazione e l’economia dei territori.

Il Consiglio Regionale della Campania ha discusso oggi e approvato – all’unanimità– la mozione Bolkestein che prevede l’esclusione dalla direttiva del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche. La mozione unitaria, è il frutto del lavoro trasversale dei consiglieri Mario Casillo e Carmela Fiola, del Pd, e dai consiglieri del M5S Valeria Ciarambino, Gennaro Saiello e Luigi Cirillo. La mozione è finalizzata a salvaguardare i commercianti in possesso di concessione al fine di tutelare i mercatini rionali, l’occupazione e l’economia dei territori.

“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale della Campania della mozione per escludere dall’applicazione della Direttiva Bolkestein il commercio ambulante” ha commentato Valeria Ciarambino del Movimento 5 Stelle che poi intervendo sulla polemica nata nel corso dei lavori in aula con la consigliera regionale Fiola ha attacco il Partito Democratico.

“La difesa del commercio ambulante e l’esclusione dalla direttiva Bolkestein - ha inoltre sottolineato la Ciarambino - è una battaglia che il M5S sta conducendo da due anni in Parlamento come nei consigli regionali e nei comuni. Questa direttiva mette a rischio tantissimi posti di lavoro in Campania, sottoponendo le microimprese del commercio ambulante alla concorrenza sfrenata delle multinazionali a tal punto da indurci nel mese di agosto a depositare una mozione specifica per sollecitare la Giunta regionale ad intervenire sul Governo nazionale”.

Cosa prevede la direttiva Bolkestein

La direttiva dell'Unione Europea 2006/123/CE, conosciuta come direttiva Bolkestein, è una direttiva dell'Unione Europea relativa ai servizi nel mercato europeo comune, presentata dalla Commissione europea nel febbraio 2004, ed approvata ed emanata nel 2006. La direttiva Bolkestein intende semplificare le procedure amministrative, eliminare l'eccesso di burocrazia e soprattutto evitare le discriminazioni basate sulla nazionalità o per coloro che intendono stabilirsi in un altro paese europeo per prestare dei servizi.

Per raggiungere questi obiettivi propone la creazione di sportelli unici dove i prestatori di servizi possano portare a termine tutte le formalità necessarie, la possibilità di espletare queste procedure via internet, l'eliminazione di requisiti burocratici "inutili", autorizzazioni discriminatorie e discriminazioni basate sulla nazionalità.La libera circolazione dei servizi si differenzia dallo stabilimento perché riguarda i casi di chi si sposta temporaneamente da un paese all'altro con l'obiettivo di fornire un servizio limitatamente nel tempo. In questi casi non sono necessarie le registrazioni che si compiono nel caso dello stabilimento, ma si deve decidere a quale legge risponde chi attraversa le frontiere con questo scopo.

La direttiva adotta il principio del paese di origine, secondo il quale un prestatore di servizi che si sposta in un altro paese europeo deve rispettare la legge del proprio paese di origine. Questo per incoraggiare i prestatori di servizi a spostarsi senza doversi informare su 25 diverse legislazioni nazionali. Il principio del paese d'origine è stato totalmente abbandonato nella versione definitiva della direttiva. Il principio del paese d'origine riguarda principalmente aspetti legali quali diplomi, regolamenti, necessità di autorizzazioni particolari. La direttiva è stata oggetto da subito di critiche. Il principio del paese di origine, ad esempio, è stato molto contestato e ha destato vive preoccupazioni: i suoi oppositori sostengono che possa causare del dumping sociale, ovvero stimolare una corsa al ribasso per quanto riguarda le tutele sociali, i diritti dei lavoratori e il livello delle retribuzioni.
 



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