S. Agata de' Goti: Week end al 'bacio' col Festival dell'Accademia di Belle Arti di Napoli

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Un bacio tra amanti, tra padre e figlio, un bacio tra due innamorati, un bacio rubato, un bacio di rispetto….varie sono le forme ed i significati che può avere un bacio, la forma di comunicazione non verbale più antica ed universale che l’uomo conosca. Da questo mix di sensazioni, perché il bacio è tatto, gusto, odore, suono e vista è nato il ‘Festival del Bacio’, in programma a S. Agata de’ Goti dall’8 al 10 giugno prossimi. Per un week end, infatti, S. Agata sarà il ‘borgo del bacio’, grazie ad un evento organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Napoli. La cittadina caudino, infatti, sta già ospitando dal 1° giugno gli studenti del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte, attivo da 4 anni presso l’Accademia che stanno allestendo di baci il centro storico. I circa 230 alunni tra biennio e triennio specialistico ed un team di 10 professori saranno ospiti di S. Agata dando la possibilità anche ai suoi cittadini di scoprire un nuovo modo di fare arte, sicuramente unico ed inusuale per S. Agata. Sound design, digital video, fotografia digitale, videoinstallazione, progettazione multimediale, web design e progettazione di software interattivi, questi alcuni degli strumenti che verranno utilizzati nel fine settimana dedicato al bacio. “Il bacio è il tema d’anno degli allievi del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte – ha dichiarato Franz Iandolo, uno dei docenti dell’Accademia – ed è stato scelto per la sua semplicità e complessità allo stesso tempo. Il bacio, infatti, può essere considerato come la forma di comunicazione non verbale più diffusa al mondo e che racchiude in se il concetto della ‘relazione’. Il motto del nostro lavoro è appunto la relazione: ci siamo relazionati tra di noi, allievi e docenti ed ora vogliamo relazionarci con S. Agata ed i suoi cittadini. Secondo me – ha continuato Iandolo – nell’arte non è importante tanto il manufatto in se stesso, quanto la relazione che s’instaura tra i soggetti che l’hanno creato. Tre sono gli elementi cardine di questo Festival: il tempo, lo spazio ed il flusso. Il tempo è rappresentato dai tre giorni durante i quali S. Agata sarà vetrina per i turisti, ma anche per i suoi abitanti; lo spazio sarà rappresentato dagli 850 metri di centro storico che diventano la ‘scultura’ per eccellenza e che può essere vista all’occhio del passante; infine il flusso che è formato dalle persone che passeggeranno tra le piazzette ed i vicoli di S. Agata e che creeranno movimento”. Nella sostanza il programma prevede tre giorni in cui S. Agata sarà allestita da via Caudina a via Torricella da istallazioni sonore, interattive e mapping. Le diciture sono piuttosto inusuali: ‘si suona a via Diaz’, ‘si esplora a Piazza Trieste’, ‘si ribalta a Piazza Municipio’ lasciando molto all’immaginazione e poco alla concretezza. Da quanto spiegato dagli artisti che hanno preparato il Festival ci saranno le cosiddette ‘ragazze bacio’, ossia ragazze con indosso delle labbra che introdurranno i visitatori al Festival e saranno itineranti nel paese; il fotografo ufficiale del Festival che con un set mobile fotograferà le coppie di turisti; ancora in Piazza Trieste ci sarà un’istallazione sonora con 160 pallini che ‘suoneranno i suoni’ del territorio, ad esempio le campane delle chiese di cui S. Agata è piena. Ancora sarà possibile vedere dei mapping proiettati sulle facciate dei palazzi, ad esempio in Piazza Umberto I oppure su parte del costone tufaceo su cui si arrocca il paese. Ancora ci saranno istallazioni sensoriali, come quella che verrà creata nella fontana in Piazza S. Alfonso di fronte al Duomo: al tatto ed in base alla temperatura corporea la fontana si illuminerà di colori differenti. Il tutto culminerà in via Torricella, nella Villa Comunale che in un certo senso chiude S. Agata, in cui verrà preparata un a panchina su cui allo scoccare di un bacio si accenderà un firmamento di stelle e fuochi d’artificio. L’idea degli allievi è stata anche quella di coinvolgere il più possibile i commercianti del centro storico di S. Agata, dando loro del materiale per allestire le vetrine delle loro attività e spronarli a creare qualcosa di nuovo sul tema del bacio in base al proprio negozio. “Abbiamo trovato un pubblico di commercianti ben disposti nei nostri confronti – hanno dichiarato gli studenti dell’Accademia –. Quasi tutti si sono resi disponibili a collaborare alla nostra iniziativa. Così facendo torna vivo il principio che ci ha mossi durante tutto l’anno di corso, ossia la relazione. In linea di principio, possiamo dire che in ogni negozi ‘si muove’, ‘si gira’ e ‘si ribaltano’”. Queste espressioni servono a spiegare i materiali di cui si doteranno i commercianti. ‘Si gira’ si riferisce a dei cilindri illuminati con all’interno delle forme animate, ‘si muove’ alla presenza di immagini in movimento ed infine ‘si ribaltano’ è il richiamo al logo del Festival che cambia di continuo e richiama il tema del contatto, ad esempio il viso con gli occhiali, la presa con la spina, o il cielo con l’aereo. La manifestazione nasce da un’idea dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ma a S. Agata ha trovato la collaborazione del Comune, della costola giovane del Circolo Sociale e Centro Culturale ‘Saticula’, de ‘Il Cireneo onlus’ e dell’Azienda Vinicola Mustilli. Inoltre, sfruttando l’occasione del Festival e cercando di convogliare il maggior numero di persone all’evento, venerdì 8 giugno, come serata inaugurale, i ragazzi del Circolo Sociale e Centro Culturale ‘Saticula’ in collaborazione con il Gotha Cafè hanno organizzato una festa dal tema ‘Straziami ma di baci saziami’. Quello del bacio è un evento, quindi, tutto work in progress: per chi si trova a passeggiare nel centro di S. Agata in questi giorni non potrà non notare gruppi di giovani che allestiscono nel vero senso della parola i vari angoli del paese. Sarà un Festival, quindi, tutto da scoprire.

Nella Melenzio



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