S. Agata. Donna ferita a capodanno: un carabiniere agli arresti domiciliari

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Tendostruttura S.AgataTendostruttura S.Agata

Si tratta di un 46enne appuntato dei Carabinieri, diverse le ipotesi di reato. 

Arresti domiciliari. Questa la decisione assunta quest’oggi dal GIP, Flavio Cusani, in merito all’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, su richiesta del sostituto procuratore Sansobrino, sul ferimento a Sant’Agata de’Goti di una 36enne del centro caudino nella notte di San Silvestro mentre festeggiava il capodanno in una tendostruttura di piazza Trieste. Come si ricorderà, la donna era rimasta ferita al torace e ad un polmone da una scheggia proveniente dall’esterno della struttura, trasportata al Rummo e sottoposta ad intervento chirugico prima di essere poi trasferita al reparto di terapia intensiva. Con il passare dei giorni, fortunatamente, le condizioni della donna sono poi andate migliorando.

Ad eseguire l’ordinanza di misura cauterale agli arresti domiciliari nei confronti di A.I. 46enne appuntato dell’Arma ed originario di Sant’Agata de’Goti, sono stati i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Benevento e della Compagnia di Montesarchio - Nucleo Operativo Radiomobile. Le ipotesi di reato: “detenzione e porto illegale di materiale esplosivo, commessi nelle immediate vicinanze di parchi e giardini pubblici e con le aggravanti dei futili motivi, della minorata difesa nonchè con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione”.

Le immediate e scrupolose indagini effettuate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento e della Compagnia di Montesarchio, di intresa con la Procura di Benevento, hanno consentito, tramite l’acquisizione e la visione delle immagini di video-sorveglianza di un esercizio commerciale privato, l’escussione di persone informate sui fatti ed il sequestro degli indumenti utilizzati dall’indagato la notte tra il 31 dicembre 2018 ed il 1 gennaio 2019 e di individuare: “l’autore dell’esplosione”.

Coinvolti nelle indagini anche il Nucleo Artificieri Antisabotaggio R.O.N.INV. del Comando Provinciale di CC di Napoli, il quale a seguito di sopralluogo nell’area dell’avvenuta esplosione e di specifici rilievi in ordine alle caratteristiche dell’ordigno innescato ha poi: “sequestrato vari frammenti in plastica appartenenti all’esplosivo azionato dall’indagato, li comparava con quello estratto nel corpo della donna ed accertava che l’ordigno in questione, innescato ad una distanza di circa 11 metri dal luogo in cui si trovava la persona ferita e a 8 metri e 40 dalla tensostruttura, era un ordigno esplosivo improvvisato, non convenzionale, micidiale e non classificato. Tali caratteristiche micidiali dell’ordigno avevano provocato una deflagrazione tale che le sue schegge in plastica avevano lacerato in tre punti il materiale che fungeva da copertura della tensostruttura, colpendo infine una persona e rischiando di ferirne altre, atteso che all’interno della struttura erano presenti decine di persone in festa”.



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