S. Giorgio del Sannio: Rischio amianto nell’edificio ex Poste in fase di abbattimento

9:15:24 2418 stampa questo articolo

Il Comitato cittadini per la trasparenza e la democrazia di San Giorgio del Sannio ha inoltrato una nota allarmante alla nostra redazione in relazione all’abbattimento dell’edificio delle ex Poste, in cui sembrerebbe presente dell’amianto.
“Quale tecnico e amministratore comunale ha disposto, assumendosene ogni responsabilità, l'abbattimento di una struttura in cui è verosimilmente presente amianto, come da denuncia del gruppo di opposizione consiliare Nuova San Giorgio e da dichiarazioni informali, di personale dell'Arpac e dell' A.S.L., senza incaricare una ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali? Con quale criterio normativo e quale gara di evidenza pubblica l’amministrazione ha conferito l'incarico di dispersione eventuale dell’amianto ad una ditta, prescelta senza i necessari requisiti? I cittadini – continua la nota del Comitato - alla luce di tutto ciò chiedono, ai sensi della legge n. 241/90, il rilascio entro le prossime 24 h, di copia integrale della pratica edilizia inerente la costruzione dell'edificio aperto al pubblico da parte di Poste Italiane s.p.a., comprensiva di tutti gli allegati; i rapporti tecnico - scientifici di sopralluogo e di prova dell'Agenzia Regionale Protezione Ambientale inviati all'Ente nel 2002, nel 2004 e in anni successivi, attestanti la presenza di amianto, in particolare nella pensilina e nelle tubature dell'immobile; la delibera di giunta o altro atto con cui è stato conferito l'incarico di demolizione della struttura ad una ditta non specializzata nella rimozione e nello smaltimento di rifiuti tossici speciali. Contestualmente si richiede di sapere le motivazioni a causa delle quali il cantiere non è stato opportunamente allestito in vista della demolizione e non è stata osservata l'esposizione della cartellonistica di cantiere con tutte le indicazioni obbligatorie per legge; ancora si chiedono le motivazioni per cui il sito, potenzialmente pericoloso, non è stato interdetto al pubblico e/o; infine – conclude la nota - e motivazioni per cui sul sito, malgrado l'attuale sospensione dei lavori, non vi è ancora traccia dei provvedimenti dell'autorità di polizia o dell'autorità giudiziaria, con cui è stata, il 22 settembre, ordinata la immediata sospensione della pericolosa demolizione”.



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