Salva Enti: 34milioni di euro da smaltire, in vendita il partimonio immobiliare

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NOSTRO SERVIZIO - 34 milioni e seicentomila euro da ripianare con la vendita del patrimonio immobiliare (per un valore complessivo di 64 milioni di euro), con i tagli alle società partecipate, ma anche con una riduzione dell'apparato burocratico e, come ultima spiaggia, anche la possibilità di aumenti delle tariffe. Poco spazio alle illusioni, occorre battere cassa e farlo subito: questo l'obiettivo di Palazzo Mosti che stamane in consiglio ha presentato e votato la delibera Salva Enti. Una massa debitoria da spalmare in un decennio e che punta maggiormente a riempire le anemiche casse comunali con la vendita dei "gioielli di famiglia", ossia immobili e strutture di valore ed impianti sportivi. Gli impianti in questione sono, ad esempio, i campi del rugby Pacevecchia e Ponte a Cavallo, ma anche lo stadio "Meomartini", oppure il Pala Adua, il "Parente" e le strutture del Circolo Tennis: "Il patrimonio immobiliare verrà suddiviso in tre fasce - ha dichiarato durante i lavori consiliari l'assessore alle finanze, Cosimo Lepore - in base a quella che sarà "l'appetibilità" di mercato". Ma il parco immobili non riguarda solo le strutture sportive, la lista dei beni in vendita è molto più ampia.
Oltre al patrimonio immobiliare, è prevista una riduzione delle spese anche delle società partecipate. Dell'Amts abbiamo già ampiamente parlato: Palazzo Mosti darà poco meno di un milione di euro in meno all'anno in dotazione alla società di trasporto pubblico che prima era di 5milioni e duecento mila euro. Tagli alla spesa previsti anche all'Asia Benevento, poi, ripetiamo potrebbero registrarsi aumenti di tariffe. Tutto questo mentre c'è stata in consiglio frizione tra maggioranza ed opposizione su come si è costituita la massa debitoria negli anni: dalla maggioranza assicurano che buona parte dei 34 milioni di euro sono frutto di passività provenienti da lavori pubblici, urbanistica e spese legali, quasi tutte ereditate e legate al passato. Oltre 32 milioni di euro per l'esattezza e, dunque, una volta pagati, i conti saranno nettamente a posto anche perchè si spera di recuperare qualcosa dalla voce crediti (circa 17 milioni di euro). Tagli previsti anche al settore cultura o agli eventi fieristici (come la Fiera di S.Giuseppe). L'opposizione ha tuonato, specialmente il consigliere comunale Carmine Nardone che ha definito "pessima" la delibera in questione: "Occorre individuare i responsabili". Poi ha avanzato perplessità sulla vendita del patrimonio immobiliare: "Il settore è in crisi - ha tuonato - sarà difficile battere cassa ed a questo aggiungiamo che gli unici che c'è il rischio di riciclaggio di danaro sporco perchè è la malavita l'unica ad avere liquidità".
I 34milioni e 600mila euro da ripianare sono così suddivisi: Circa 16 milioni di euro alla voce spesa corrente "post 2001", dove pesano le voci urbanistica e legali (quasi cinque milioni a testa) ma anche i debiti derivanti dal settore ambiente (tre milioni di euro circa). Stessa solfa per i debiti "ante 2001" (634mila euro circa), dove figurano ben 500mila euro di spese legali. La spesa in conto corrente capitale ammonta a 17milioni di euro: di questi 16milioni di euro sono alla voce "Lavori pubblici". A questi vanno aggiunti i 744mila euro di debiti di interessi legali. Dei 34milioni totali il debito maggiore è nei lavori pubblici (19milioni di euro), seguito dai 5milioni di euro dell'urbanistica e del settore legale, oltre tre milioni per il patrimonio ambiente ed oltre un milione di euro nel settore finanze.



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