San Lupo. Per il Fronte Antieolico la battaglia contro l'eolico sarebbe anche a tutela delle falde acquifere

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Parco eolico Parco eolico

Acqua, il petrolio del futuro. Il territorio del comune di San Lupo (Benevento) è ricco di falde idriche. Le falde - per il Fronte Antieolico Sannita - sarebbero a rischio per lgi insediamenti eolici.

L'intera area del Matese meridionale è posta al raccordo tra i rilievi montuosi e la fascia collinare pedemontana e il bacino territoriale è rappresentato dai sedimenti carbonatici mesozoici caratterizzati da una elevata permeabilità per fratturazione. Questo reticolo idrografico ortoclinale sostanzia la tipologia produttiva dell'agricoltura tradizionale con le sue sorgive superficiali.

Il Fronte Antieolico Sannita ha interpellato quindi l'Alto Calore Iripino sostenendo che "La programmazione eolica interferisce chiaramente con il Bacino Imbrifero del Matese meridionale. Nel caso concreto si evidenzia: che l'individuazione del reticolato idrico del Matese meridionale risulta essere oggetto di un'attenta valutazione da parte dell'Università del Molise; che le numerosissime sorgive superficiali presenti nell'agro produttivo di San Lupo stanno a dimostrare la fragilità carsica del suindicato territorio (mappa acque San Lupo, in evidente contrasto con l'impianto eolico; che l'area rientra nella perimetrazione del Parco Nazionale del Matese e che, infine, nell'area montana di San Lupo insistono indiscusse falde acquifere."

"Nei prossimi 20 anni - fanno notare il fronte ambientalista e l'associazione culturale Togo Bozzi - la quantità media di acqua pro-capite diminuirà di un terzo rispetto a oggi, contribuendo, fra l'altro, ad aggravare i problemi della fame nel mondo. La sola protezione degli ambienti di acqua dolce (fiumi, laghi, zone umide) sarebbe sufficiente a salvaguardare una risorsa che garantisce una quantità di servizi alla sopravvivenza umana, oltre a placare la sete, coltivare i campi e fabbricare oggetti. Ci piace pensare che le parole di Ratzinger possano essere intese nel senso di un nuovo approccio ecologico alla gestione delle acque, delle sorgenti e dei grandi fiumi che riduca innanzitutto gli sprechi".

Dal 1950 al 2000 la disponibilità annuale pro capite di acqua nel mondo è andata decrescendo dai 16.800 metri cubi ai 6.800 mentre la popolazione umana è andata crescendo nello stesso periodo, da quasi 3 miliardi a oltre 6 miliardi. Per il Fronte Antieolico e l'associoazione Togo Bozzi la battaglia contro i nuovi insediamenti eolici sarebbero quindi anche una battaglia a tutela dell'acqua del territorio.



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