Santanelli (FdI): "Un Manifesto per la Campania. Un patto intergenerazionale per la coesione nazionale e l'Europa delle Nazioni"

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Manifesto per la CampaniaManifesto per la Campania

Si tratta di “una piattaforma innovativa per individuare le azioni da intraprendere per mettere al centro i diritti della persona”.

“A settembre si è tenuta la 21° edizione di Atreju, la manifestazione di Gioventù Nazionale e Fratelli d'Italia che, grazie anche alla partecipazione di ospiti internazionali come i genitori del piccolo Alfie Evans e di Steve Bannon, è riuscita a conquistare la ribalta del dibattito politico”.

Così Ida Santanelli, esponente sannita di Fratelli d'Italia, lancia l'idea di un Manifesto per la Campania. Scopo dell’iniziativa: promuovere un dibattito sulla situazione del Sud e della Campania.

“Giorgia Meloni – spiega la Santanelli – con la classe dirigente del partito, ha dimostrato di saper infuturare la Destra dei valori, facendola andare oltre i propri confini identitari, aprendola anche al mondo delle associazioni, lanciando un movimento conservatore e sovranista, inclusivo delle differenti sensibilità culturali, che si sentivano rappresentate dal vecchio centrodestra ma consapevoli che quel contenitore vada profondamente rifondato con soggetti credibili e rigenerato con visioni innovative. La Destra nazionale, con l'adesione di Fratelli d'Italia a ‘The moviment’, associazione internazionale sovranista, è riuscita a fare rete con altre realtà di patrioti. Ovviamente, nella consapevolezza che la Destra italiana ha le sue peculiarità, che l'Unità nazionale in Italia è ancora da realizzare sul piano sostanziale, e che la prospettiva è di contribuire a costruire l'Europa delle Nazioni -non delle regioni- elemento differenziante rispetto agli alleati della Lega.
Il 6 e 7 ottobre, il segretario campano di Gioventù Nazionale, Roberta Salerno, ha promosso ‘Legio’, un campo che ha visto una comunità di senso e di destino confrontarsi su temi locali, nazionali ed europei. La classe dirigente di Gioventù Nazionale e di Fratelli d'Italia, alla presenza del coordinatore regionale Gimmi Cangiano, dell'on. Edmondo Cirielli, del sen. Antonio Iannone, di parlamentari, dirigenti nazionali, rappresentanti istituzionali, militanti ha portato un contributo di idee, a Giugliano, in un luogo simbolico, confiscato alla camorra, gestito da Fondo Italia, ad evidenziare che il rispetto della legalità e dell'etica pubblica nel nostro mondo restano precondizioni imprescindibili per fare politica. Dai dibattiti è emersa la necessità di rimettere in moto la speranza e l'entusiasmo nel Mezzogiorno, cosa non facile, considerato che con la crisi degli ultimi anni la divaricazione strutturale rispetto al centro-nord è sempre più ampia”.

E prosegue: “Nel mio intervento, ho proposto di elaborare un ‘Manifesto per la Campania’, che deve diventare una piattaforma innovativa per individuare le azioni da intraprendere per mettere al centro i diritti della persona, con la collaborazione di tutti, a partire dai nostri rappresentanti nelle istituzioni che caparbiamente, con competenza, traducono in atti amministrativi quello che altri si limitano ad annunciare, cliccando qualche slogan. Il Governo della propaganda giallo-verde rispetto al Sud si è limitato a promettere una elargizione di denaro con il reddito di cittadinanza, senza prevedere investimenti per creare sviluppo, supportare servizi che garantiscano livelli dignitosi di qualità della vita, promuovere un piano integrato di inclusione sociale per le fasce più deboli. In occasione del Congresso di Trieste dello scorso dicembre, Fratelli d'Italia approvò un documento programmatico sul Mezzogiorno che, tra l'altro, evidenziava “Il Presidenzialismo -come esito di un processo costituente, caratterizzato dalla sovranità popolare- costituisce il prioritario punto di sintesi per valorizzare le diversità e garantire l'unità. L'Unità Nazionale è una prospettiva che deve essere ancora realizzata: l'unità dei diritti e delle opportunità in tema di salute, di istruzione, di lavoro, di infrastrutture, di welfare”. Una drammatica presa d'atto, certificata dalla Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) che, nelle sue anticipazioni del rapporto 2018 parla di “cittadinanza limitata”: nel lavoro, nelle diseguaglianze, nella mancata garanzia di livelli essenziali di prestazioni, sintomatico di un inaccettabile divario Nord-Sud. Dal “Rapporto sull'economia e la società del Mezzogiorno” emerge chiaramente una stretta interdipendenza, nel senso che se frena il Sud, perde l'Italia. Dunque, si tratta di un tema strategico per lo sviluppo dell'intera nazione. Assistiamo ad un nuovo dualismo demografico: più morti che nati, meno giovani, meno sud, tanto che già da tempo si parla di “tzunami demografico”. Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti:la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all'estero. Dati drammatici che impongono di ricucire queste fratture tra generazioni che alimentano quella che il Censis ha definito “società del rancore”. Inoltre, l'indice di qualità istituzionale colloca le regioni del Sud tra i livelli più bassi d'Europa, il che impone alla Politica di selezionare una classe dirigente seria, affidabile, competente perché la professionalità nelle Istituzioni deve essere un valore irrinunciabile. Il recente dossier di Agi-Openpolis fotografa tristemente questa necessità, evidenziando ad es. come la Campania abbia il numero più alto di città commissariate: dal 2001 sono stati sciolti ben 533 consigli comunali. Purtroppo, questi dati non stupiscono, ormai viviamo in quella che l'economista Daron Acemoglu definisce una “società estrattiva”, in cui le oligarchie parassitarie tutelano solo i loro interessi, impedendo ogni mobilità sociale e bloccando qualsiasi politica innovativa. La classifica appena pubblicata dal Forum Pa, sulle città intelligenti, cioè più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili, Icityrate 2018, vede le città del Sud in fondo e quelle campane agli ultimi posti Napoli 79°, Salerno 80°, Avellino 95°,Benevento98°,Caserta99°”.

Per la Santanelli, è evidente che: “a nulla vale promuovere Programmi Integrati per le città Sostenibili e strategie di sviluppo delle “smart land” se l'implementazione continua ad essere affidata a soggetti inadeguati e incompetenti, interessati solo a gestire finanziamenti comunitari, per raccogliere un immediato consenso clientelare. Né è sufficiente integrare tecnologie della informatica e delle telecomunicazioni se la strategia non viene elaborata da una governance capace di una visione politica sistemica e di lungo periodo, volta a creare valore socioeconomico per il territorio, valorizzandone il genius loci ma con un approccio modernizzatore.
Occorre reagire alla mediocrazia di tutte le caste- non solo quella politica- e al familismo amorale dei soliti noti, che da decenni soffocano le migliori energie campane, facendole prevaricare da amici e parenti. Bisogna lanciare una battaglia per la meritocrazia, affinchè emergano talenti, creatività, passioni, capacità imprenditoriale, capitale umano ad alta professionalità, eccellenze del territorio. Su questi temi si confronterà tutta la classe dirigente di Fratelli d'Italia il 26 e il 27 ottobre in Basilicata, in occasione degli “Stati generali del Sud”, promossi da Giorgia Meloni. Non è più il tempo di cacicchi trasformisti e delle loro tribù di utili idioti alla continua ricerca di incarichi e strapuntini. E'il momento di scendere in campo con una elites di spiriti liberi, ribelli e visionari, costruttori e non vittime del loro futuro”.



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