S.Arcangelo Trimonte: cronaca di un giorno in discarica

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NOSTRO SERVIZIO - Torrida mattinata lungo la 90bis. Non serve arrivare a S.Arcangelo Trimonte per "avvertire" la puzza della discarica: subito dopo Paduli si è costretti a rialzare i finestrini dell'auto. Secondo l'ordinanza del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, oggi, mercoledì 13 luglio, dovrebbe essere l'ultimo giorno del provvedimento.
Ci siamo recati presso la discarica di S. Arcangelo Trimonte verso le nove del mattino ma i due tir provenienti da Napoli hanno già sversato i rifiuti presentandosi in contrada Nocecchie molto presto.
Calma apparente nei pressi della discarica. Nessuna contestazione dei cittadini, forse più per rassegnazione che altro, nessun tipo di difficoltà per i lavoratori della Daneco a svolgere le loro mansioni. A vederlo da fuori i cancelli, il sito di stoccaggio di S.Arcangelo Trimonte è imponente: tre lotti sono fermi, messi sotto sequestro dalla Magistratura, mentre il lotto Uno, quello più vicino all'entrata principale, è attivo ed è l'unico non sottoposto a sequestro. L'ingegnere Paolo Viparelli, responsabile tecnico della Samte, lo ha riaperto per avvangare ulteriori 18mila metri cubi. Un provvedimento che fu lungamente contestato, specialmente dal Codisam, il comitato che si è formato quattro anni fa in occasione dell'apertura della discarica santarcangiolese. Secondo il comitato il lotto Uno doveva avere delle restrizioni (come ad esempio l'avvangamento a raso dei rifiuti): la situazione però ha preso un'altra piega ed attualmente, come si può facilmente notare, il lotto Uno è una vera e propria montagna di rifiuti.
Lasciamo il lotto Uno costeggiando la discarica tramite una stradina interpoderale percorrendo la "pancia" della stessa: la puzza è insopportabile, il centro abitato di S.Arcangelo Trimonte è, in linea d'aria, a meno di 300metri. Arriviamo al retro della discarica e troviamo una ruspa al lavoro poco fuori il perimetro del sito regionale: veniamo a sapere che quel terreno è stato espropriato ad alcuni agricoltori locali. Mentre noi passiamo si sta scavando una buca.
Riusciamo a guadagnare il lato basso della discarica, proprio dove si trovano i tre lotti messi sotto sequestro dalla Magistratura: si può arrivare fino al piazzale della vecchia discarica comunale e dell'ex area Fibe, meglio conosciuta come la "Napoli 3", dove, prima dell'avvento della discarica regionale, si sversava materiale dei comuni napoletani (Afragola - Arzano - Caivano - Cardito - Casandrino - Casavatore - Casoria - Crispano..etc). Quando, quattro anni fa ci recammo sul posto, i cittadini di S.Arcangelo ci confidarono che nella Napoli 3 si sarebbe sversato di tutto di più senza il minimo controllo. Per anni.
A vista d'occhio si notano le tre palificate che hanno oramai ceduto alla forza della discarica. Molteplici i motivi: prima di tutto il terreno è in discesa e, specialmente in occasione delle pioggie e del maltempo, l'acqua tende a spostare il peso dei lotti sotto sequestro sempre più "a valle". Non aiuta il contenimento poi la qualità del terreno che è molto molle e tende a sfaldarsi con poco. Il vero disastro è proprio questo. Le palificate sono storte, non reggono l'urto del "gigante" e le perdite di percolato si sprecano: pozze con liquame verdastro compaiono numerose ai nostri occhi. Nella messa in sicurezza della discarica c'è in programma la costruzione di una quarta palificata.
Notiamo inoltre, che tra il lotto Tre ed il lotto Quattro, non c'è nessun telaio di protezione.
Lasciamo il piazzale della "Napoli 3" e riprendiamo la stradina interpoderale di contrada Nocecchie: neppure 50metri e scopriamo che la strada è totalmente franata. Nicola Colangelo del Codisam ci fa sapere che quella strada ha ceduto tre anni fa (quattro anni fa ha aperto la discarica regionale). Più in basso, all'altezza dei pioppi, a poco meno di 150metri dalla strada impraticabile, scorre il torrente Pazzano che porta l'acqua all'Ufita e poi al fiume Calore. Poi Colangelo ci fa notare che c'è un campo di grano sotto la "Napoli 3": Il proprietario è morto di leucemia poco tempo fa.
Risaliamo la stradina e guadagnamo nuovamente le cancellate della discarica: calma apparente dunque, i tir napoletani hanno già sversato. La sensazione è che non saranno gli ultimi.





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