Bucchi: "Dobbiamo ritrovare fiducia. Sono il primo a mettermi in discussione"

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C. Bucchi. All. BNC. Bucchi. All. BN

Tanti i punti toccati in conferenza stampa dal tecnico giallorosso. 

È un Cristian Bucchi scuro in volto quello che al termine della gara tra Benevento e Spezia, valida per la 29ma giornata del campionato di Serie Bkt, ha raggiunto la sala stampa del “Ciro Vigorito”. Il trainer giallorosso incalzato dalle domande dei giornalisti ha dato il suo punto di vista rispetto alla sconfitta, la terza consecutiva, avvenuta quest’oggi.

Gara
. “Gli episodi sono determinanti e lo sono ancora di più in un finale di stagione. Siamo passati in appena otto minuti dal possibile 2 a 1 all’ 1 a 3. Sapevamo che contro lo Spezia sarebbe stato difficile sbloccare la gara e pur avendo creato delle situazioni pericolosi siamo stati puniti al primo errore. A dire il vero, i ragazzi sono stati bravi a riprenderla subito e ad inizio ripresa eravamo entrati bene in campo. Purtroppo, il rigore fallito prima ed il gol subito dopo ci hanno dato una mazzata ed abbiamo perso lucidità commettendo poi diversi errori come quello avvenuto in occasione del terzo gol. Sono mancati rabbia e lucidità, poi anche i risultati e le sconfitte hanno pesato sulla testa”.

Cinismo. “Per diverso tempo subivamo pochissimo e capitalizzavamo al massimo. Ultimamente invece sono un po’ riapparsi gli errori del passato. Oggi abbiamo subito tre tiri e incassato tre gol e non possiamo imputare il portiere, ma il frutto di errori commessi e che andavano evitati. Siamo in un periodo in cui anche al primo mezzo errore veniamo puniti mentre facciamo fatica a finalizzare quello che creiamo”.

Narcisismo e leziosità. “Non credo che il Benevento sia una squadra narcisa, non è una nostra caratteristica. Alle volte rischiare la giocata è giusto ed in passato l’ho anche chiesto ai miei giocatori. Forse, in questo periodo siamo meno solidi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio ed in tre partite abbiamo subito sei gol e questo fa ritornare gli spettri del passato. Un passato, che pensavamo di aver allontanato con un percorso che era quello della solidità anche se eravamo meno belli da vedere. Siamo però in un punto della stagione in cui si devono unire le due cose e fare qualcosa in più soprattutto quando davanti ti ritrovi un avversario chiuso. Quello che non dobbiamo perdere è la solidità, dobbiamo ritrovare fiducia e serenità per superare questo momento”.

Sostituzioni. “L’ingresso di Armenteros lo avevo deciso a prescindere dal gol. Dopo il rigore fallito volevo dare una segnale alla squadra, volevo che continuasse ad attaccare e che l’episodio non fosse visto con negatività e poi giocavamo sotto la Curva”.

Sosta. “Ci serve serenità e riuscire a conservare quanto di buono fatto fino ad oggi. Il lavoro va visto nella sua complessità e non nei novanta minuti. Quando si cambia tanto e normale avere delle difficoltà e sapevamo di questo. Il progetto e pluriennale e non abbiamo l’ossessione di vincere ma la voglia c’è”.

Caso Okereke e ricorso. “Non ne abbiamo parlato”.

Rigori. “Il rigorista è Coda e lo è dall’estate e poi ci sono altri calciatori che sanno calciarli. Se ha deciso di calciare si è assunto una responsabilità, ha calciato e ha sbagliato e ci dispiace. Se lo calciava Insigne magari lo sbagliava anche lui”.

Summit società. “Non ho ancora parlato né con il presidente né con direttore sportivo, solitamente questo avviene dopo la conferenza stampa anche perché farlo subito non è mai positivo. Io mi sento sempre in discussione, ogni allenatore lo è fin dal ritiro e vivo questi momenti con grande serenità anche perché sono il primo a mettermi in discussione”.

Asencio
. “Raul è rimasto fuori per scelta tecnica così come gli altri che non sono entrati. Sceglo rispetto alla partita e oggi ci serviva chi sapesse giocare vicino a Coda e provare l’uno contro uno e ho inserito Armenteros per questo”



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