Toppa Infuocata, dal 18 marzo via le ecoballe bruciate. Parte la rimozione, con nove anni di ritardo

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Ci sono voluti nove anni di attesa, una serie infinita di promesse non mantenute, cinque roghi, 10mila tonnellate di ecoballe andate in fumo. Qualcosa, finalmente accade. Stiamo parlando delle 60mila ecoballe che sono, dal 2004, ammucchiate in località Toppa Infuocata, a Fragneto Monforte. Dimenticate per tanti anni lassù, poi ritornate alla ribalta quando, tra agosto e settembre del 2013, la malavita ha deciso di dare fuoco all'ammasso di rifiuti che di "eco" hanno avuto soltanto il nome. Sono stati giorni tremendi per i fragnetani e per tutte le popolazioni sannite a ridosso della vallata, ostaggio per settimane dell'odore acre dei rifiuti in fiamme e della nube tossica capace di far lacrimare e di tenere finestre sigillate e strade deserte in piena estate. Una 'cartolina' poco edificante per una larga fetta di popolazione che è scesa addirittura ad occupare la Statale che collega Benevento a Campobasso. Un sito sotto sequestro, mai realmente a norma, con crepe evidenti di sicurezza, controllo e manutenzione. Quando i "piromani" hanno preso di mira Toppa Infuocata, hanno avuto vita fin troppo facile. Assenza di videosorveglianza, nessun sistema antincendio, illuminazione scarsa. Così, in quei giorni, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento ha fatto gli straordinari, facendo di necessità virtù visto che, in un impianto regionale che ospita 60mila ecoballe, non esiste un sistema anticendio. E nonostante le ultimissime promesse quel sistema antincendio non esiste ancora.

LE 10MILA ECOBALLE INCENDIATE VERSO LA PUGLIA
Ma qualcosa si muove, dicevamo. A confermarlo, a 'Il Quaderno.it', è stato il sindaco di Fragneto Monforte, Raffaele Caputo: "Rispetto all'ultimo rogo di settembre - ha puntualizzato il primo cittadino fragnetano - ora Toppa Infuocata è dotata di un ottimo sistema di videosorveglianza e di un'adeguata illuminazione notturna. Tutto questo però non ci basta e non ci fa dormire sonni tranquilli". Il timore, con l'avvicinarsi della stagione calda, di nuovi roghi, resta comunque. Ed allora meglio toglierle quelle maledette ecoballe, così come promesso dal commissario straordinario Corrado Catenacci, nel lontano 2005. Nove anni fa. Il cronoprogramma prevede, per venerdì 7 marzo, un primo segnale concreto di rimozione: verrà prelevato un "campione" delle 10mila ecoballe bruciate la scorsa estate e verrà portato in Puglia, in uno dei tre impianti a disposizione della Regione, quasi sicuramente nel brindisino. In quel sito verranno eseguite le prove di compattazione del materiale, di misurazione della massa, per rendersi conto di quante ecoballe annerite possono essere subito rimosse, in che modo e in che quantità. Una volta superato il "test", ecco che una fetta di ecoballe lasceranno definitivamente Toppa Infuocata per essere definitivamente smaltite nell'impianto pugliese: "L'operazione vera e propria - ha puntualizzato Caputo - comincerà martedì 18 marzo, secondo quelli che sono i tempi stabiliti dal cronoprogramma. Se tutto andrà per il verso giusto, nelle settimane successive le ecoballe annerite dagli incendi lasceranno definitivamente Fragneto Monforte". Si tratta di 400 tonnellate, anche se, resterà da smaltire ancora una larghissima parte di materiale, circa 50mila ecoballe: "Dobbiamo fare presto - ha rimarcato il sindaco fragnetano - per noi l'emergenza non è affatto terminata. Lo spegimento del materiale e la messa in sicurezza da parte della Samte ha avuto costi esorbitanti, è stato molto difficile smaltire tutto il percolato causato dai roghi e la pioggia di questi mesi ha ulteriormente complicato le cose. Non ci fidiamo, chiederemo nei prossimi giorni altre analisi del terreno".

TOPPA INFUOCATA, DIECI ANNI DI BUGIE
Il 2 dicembre del 2004, nei locali della Prefettura di Benevento, si mise definitivamente nero su bianco per la realizzazione del sito di stoccaggio di Toppa Infuocata. A testimoniarlo, un documento scritto a mano e firmato dal delegato del Commissario di Governo, da rappresentanti dell'amministrazione comunale dell'epoca e dall'allora presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone, presente alla riunione: "Il dottor Turiello - si legge nel documento - conferma che il trasferimento delle ecoballe di Casalduni continuerà ad essere effettuato nelle forme e con la modalità finora posta in essere, fino alla compelta rimozione degli stoccaggi presenti. Il sito di Fragneto Monforte continuerà a ricevere le ecoballe fino ad un quantitativo massimo di 60mila e comunque non oltre il 21 dicembre 2004. Entro il 28 febbraio 2005, verrà avviata l'attività di svuotamento e la contestuale rinaturalizzazione del sito di Fragneto presso altri siti di stoccaggio delle ecoballe individuati nella provincia di Benevento o in altre province della Campania. Le attività di svuotamento del sito di Fragneto Monforte saranno concluse entro e non oltre il 10 dicembre 2005". In chiusura, l'autorizzazione da parte del Commissario di Governo alla Fibe Campania di Acerra. Il resto, è storia recente.
Gaetano Vessichelli



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