Truffe all'Iacp di Benevento, il pm chiede otto condanne e tre assoluzioni

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Il sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini ha chiesto otto condanne e tre assoluzioni per le undici persone (funzionari, tecnici e titolari d’imprese) coinvolte nel processo sulle vicende che riguardano l’Istituto Autonomo Case Popolari di Benevento. Ieri si è svolta la requisitoria del pubblico ministero dinanzi al collegio composto dai giudici Melito, Baglioni e Cuoco. L’udienza è stata aggiornata al 14 ottobre quando la parola passerà alla difesa degli imputati. La sentenza, invece, è prevista per il 21.

Per Antonio Altieri, direttore generale dell’Iacp e fino al 2000 responsabile del settore amministrativo contabile, è stata chiesta la condanna a sei anni. Stessa richiesta per Antonio Caporaso (sovrintendente della Polizia di Stato) accusato di rivelazioni di segreto d’ufficio. Due anni, invece, per Giuseppe De Ieso che aveva occupato un alloggio Iacp. Tre anni per l’imprenditore Antonio Del Vecchio, quattro anni e sei mesi per l’imprenditore Ermanno De Blasio.

Per Umberto Musco (dirigente del servizio tecnico del patrimonio) chiesta una pena di due anni e sei mesi. Per Nicola Villani (tecnico dell’Iacp) di quattro anni e sei mesi. Per Aldo Delli Carri (tecnico esterno dell’Istituto), infine, richiesta una condanna a due anni e sei mesi. Richiesta di assoluzione, invece, per Aniello Rillo, Antonio Zotti (rappresentanti legali della società Seit) e Giovanni D’Angelo (funzionario tecnico Iacp).

Il pubblico ministero ha chiesto la prescrizione per i reati di abuso d’ufficio, truffa e frode nelle pubbliche forniture. La vicenda è emersa a luglio del 2003 quando, a seguito delle indagini di Polizia e Guardia di Finanza, ci furono sette destinatari di ordini di custodia cautelare e un arresto. Per tutti l’accusa era di associazione finalizzata alle truffe in danno dell’Iacp, abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica. Poi, in tempi diversi, ci sono stati altri avvisi di garanzia e altri hanno definito la loro posizione nel 2005. Varie le irregolarità contestate tra cui quella di procedere con procedure particolari attraverso lo strumento dei lavori di somma urgenza.



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