Ambiente, l’anno nero dell’Europa

ROMA (ITALPRESS) – Il 2025 segna una svolta negativa per le politiche ambientali europee. A dirlo è il WWF Italia, che nel suo bilancio annuale parla apertamente di una retromarcia dell’Unione Europea, passata – secondo l’associazione – dal Green Deal a quello che definisce un vero e proprio “Black and War Deal”.

Sotto la pressione di alcuni Stati membri, grandi gruppi industriali e interessi geopolitici, l’Unione avrebbe progressivamente indebolito norme e obiettivi ambientali, con conseguenze dirette su biodiversità, salute e clima. Il WWF individua otto decisioni chiave che hanno segnato questo arretramento.

Si parte dal rinvio del regolamento contro la deforestazione, spostato al 2026, che ritarda il contrasto alla distruzione delle foreste tropicali. Poi l’Omnibus Ambiente, che secondo l’associazione mette a rischio ecosistemi e risorse idriche, e il declassamento del lupo, che apre la strada agli abbattimenti nonostante le evidenze scientifiche.

Critiche anche alla controriforma della Politica Agricola Comune, con meno tutele ambientali, e a obiettivi climatici giudicati insufficienti, tra rinvii e riduzioni degli impegni sulle emissioni. Preoccupa inoltre la cancellazione del Programma LIFE, storico strumento europeo per biodiversità e clima, e il via libera senza limiti a pesticidi e biocidi.

Infine, secondo il WWF, si assiste a un indebolimento della trasparenza e della responsabilità delle imprese lungo le filiere produttive.

Per il WWF, la tutela dell’ambiente non è un lusso, ma una condizione essenziale per il futuro dell’Europa e delle prossime generazioni.


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