“Connessioni mediterranee”, il Mezzogiorno strategico per Europa e Africa
16:36:56 171
“Connessioni mediterranee”, il Mezzogiorno strategico per Europa e AfricaREGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria la seconda giornata di “Connessioni mediterranee” ha spostato il baricentro del confronto sul Mediterraneo come piattaforma strategica dell’Italia e dell’Europa, incrociando tre grandi direttrici: ruolo del Mezzogiorno nelle relazioni con l’Africa, infrastrutture e Ponte sullo Stretto, nuovi equilibri geopolitici e riforme europee.
Ad aprire il quadro politico europeo è stata la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che ha legato infrastrutture e capitale umano: “Una ferrovia efficiente, un porto competitivo, un collegamento rappresentano fattori di crescita di lavoro, ma soprattutto di attrattività.
Sono ciò che permettono a un territorio di trattenere giovani, famiglie e imprese costruendo una prosperità duratura”.
Sul fronte delle politiche UE ha ricordato che “il Parlamento europeo anche attraverso i pacchetti Omnibus della Commissione sta lavorando per semplificare e accelerare gli investimenti strategici.
È una delle grandi occasioni per dare finalmente al Sud un ruolo pieno nelle reti europee della mobilità”.
Nel suo messaggio Sberna ha legato direttamente il Mezzogiorno al Piano Mattei: “Un’iniziativa che può offrire al mezzogiorno un ruolo unico, quello di ponte naturale tra l’Europa e l’Africa.
Energia, sviluppo condiviso, cooperazione, infrastrutture: sono tutti assi che passano per il Mediterraneo e trovano nel Sud una piattaforma geografica e industriale perfetta”. Una visione che si intreccia con il negoziato sul nuovo quadro finanziario europeo: “La coesione non è una sfera da tagliare, ma un investimento strategico per la competitività dell’intera Unione”.
Sul versante agricolo e industriale, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha insistito sul Mediterraneo come perno della strategia italiana: “Il titolo di questo incontro, Connessioni Mediterranee, non è uno slogan.
Richiama la responsabilità politica che l’Italia deve assumere e si sta assumendo.
Il Mediterraneo è lo spazio dove si gioca una parte decisiva della nostra competitività e anche della competitività europea”. Da qui la scelta di investire sul settore primario: “Il Mezzogiorno sta crescendo e sempre di più bisognerà investire sul settore primario, sulla capacità di far diventare le aziende agricole anche multinazionali, offrire possibilità di accoglienza, contribuire alla crescita del turismo, valorizzare il potenziale enogastronomico”.
Lollobrigida ha rivendicato la forza dell’impegno pubblico: “I risultati ci stanno dando ragione, più 2% del valore agricolo – dati Istat – e anche la conferma che i nostri interventi in favore di questo settore stanno contribuendo in maniera decisiva alla ripresa del settore primario entrato in crisi da decenni.
15 miliardi, una cifra molto importante.
Siamo il governo che nella storia repubblicana ha investito di più sul settore primario”.
Sul terreno delle priorità di spesa e delle riforme è intervenuto l’economista Carlo Cottarelli, richiamando la necessità di un ordine di marcia chiaro: “È vero che negli ultimi due anni c’è stata una crescita del Sud rispetto al resto d’Italia, ma da quella stessa area del paese si va via.
Tutta l’Italia, tra l’altro, cresce poco.
La soluzione? Le benedette riforme”. Per Cottarelli la gerarchia degli interventi è netta: “Bisogna ragionare per priorità, qualcosa di certo deve cambiare.
Secondo me la priorità è mettere a posto le strade e le reti ferroviarie locali.
Se poi rimangono i soldi si fa il Ponte”.
Il Ponte sullo Stretto è rimasto comunque uno dei file centrali della giornata.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rivendicato il lavoro in corso per rispondere ai rilievi della magistratura contabile: “Stiamo lavorando per rispondere alle obiezioni della Corte dei Conti.
Ovviamente non vogliamo pensare che ci sia un pregiudizio ideologico perché la Corte dei Conti valuta la legittimità degli atti”. E ha allargato lo sguardo a Bruxelles: “Che il ponte sia opera strategica è stato riconosciuto da tutti e la stessa Europa da decenni inserisce il ponte sullo stretto, dagli anni 80 nei corridoi strategici che l’Europa ci chiede.
L’Europa è irritata con l’Italia perché dopo 40 anni non abbiamo ancora fatto il ponte sullo stretto, che è la chiusura del corridoio europeo Berlino-Palermo, quindi l’Europa aspetta questo benedetto ponte”.
Dal punto di vista tecnico e societario, l’amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha ribadito la continuità del percorso avviato: “Confermo, come ha detto Salvini, che la gara non si dovrà rifare.
Stiamo lavorando con tutta la Società Stretto di Messina per studiare ed esaminare in modo approfondito le motivazioni della Corte dei Conti”. Una fase che non cambia la traiettoria di fondo: “Siamo rimasti amareggiati e sorpresi da questa decisione… ma siamo fiduciosi di poter ottenere una registrazione ordinaria.
Siamo, mai come oggi, vicini a realizzare questo sogno”.
A tenere insieme crescita e coesione è stato l’intervento del sottosegretario alle Politiche del Sud Luigi Sbarra, che ha fotografato un Mezzogiorno in recupero ma ancora distante dal resto del Paese: “Il Mezzogiorno negli ultimi tre anni cresce più del resto del paese, cresce l’occupazione… Cresce il prodotto interno lordo, anche qui più che nel resto del paese, ripartono gli investimenti.
È il combinato disposto degli effetti positivi che al Sud hanno il piano nazionale di ripresa e resilienza, gli accordi di coesione, la ZES unica, gli incentivi che il governo Meloni negli ultimi tre anni ha deliberato”.
Sbarra ha però richiamato il nodo strutturale dei divari: “Dobbiamo recuperare decenni di ritardi con il resto del paese”. E ha indicato la rotta strategica: “Bisogna rafforzare questa prospettiva e aiutare il Mezzogiorno a ricollegarsi con il resto del paese affrontando la nuova vera grande sfida che è quella di collocare il Sud come testa di ponte dell’Europa verso il Mediterraneo”.
In chiusura, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha legato il Ponte a una visione di competitività nazionale e alla storia politica del centrodestra: “Per il ponte sono assolutamente d’accordo con il ministro Salvini, è un grande sogno di Berlusconi e quindi va realizzato per rendere più competitivi i territori, collegarli alla Sicilia, alla Calabria e tutta l’Italia”. Sul piano internazionale ha ribadito la centralità dei legami transatlantici: “Io credo che l’alleanza euroatlantica sia… un’alleanza fondamentale che è nella natura dell’Occidente, siamo due facce della stessa medaglia negli Stati Uniti e l’Europa”.
Dalle connessioni ferroviarie a quelle energetiche, dalle Olimpiadi invernali alle rotte del grano e dell’energia, la giornata reggina ha restituito l’immagine di un Mediterraneo sempre più al centro di strategie nazionali ed europee.
Resta ora da capire se le scelte politiche, le riforme e i tempi di realizzazione delle opere saranno all’altezza dell’ambizione emersa dal confronto.
– foto xd6/Italpress –
(ITALPRESS).















