Valle Telesina, discariche abusive ovunque. A Frasso anche eternit bruciato

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L’eternit se sbriciolato o rotto, può rilasciare nell’aria polveri cancerogene, figuriamoci se incendiato. Questo però è solo uno dei tanti materiali che i Carabinieri di Frasso Telesino e gli uomini dell’Arpac si sono trovati davanti questa mattina nel territorio del comune sannita. Le aree, non di facile accesso anche se abitate e parallele alla strada Provinciale 114 sono state localizzate grazie all’attività di contrasto verso i reati in materia ambientale. Nella prima in località Malpasso (300 mq) è sono stati rinvenuti oltre agli scarti di natura edile, anche pneumatici e plastiche combuste. Nella seconda area invece sita in località Calzaretta lungo il bordo della strada è parzialmente distrutti dalle fiamme sono stati trovati non solo un centinaio di confezioni di medicinali scaduti ancora semi imballati (Seki sciroppo) e soluzioni fisiologiche con ancora canaline e aghi, ma anche fusti di vernici e solventi, barattoli dalla ignota conservazione, eternit e vetro. In zona un forte odore di bruciato, amplificato dalla pioggia. Intanto, come è stato divulgato in mattinata da una nota stampa dei Carabinieri, " il personale dell’Arpac ha provveduto alla campionatura di tutto il materiale per le successive analisi di laboratorio”. Entrambe le aree stanno per essere poste in sicurezza mentre il Comune di Frasso Telesino provvederà alla rimozione e bonifica.
Una tecnica quella dell’incendio dei rifiuti che prende sempre più corpo anche in Valle Telesina dove ormai le discariche a cielo aperto non si contano quasi più. La Fondovalle Isclero ad esempio è una discarica continua ed in ogni piazzola o anfratto è possibile notare i cumoli che li giacciono per mesi nonostante le denunce dei cittadini e l’annunciato controllo delle amministrazioni comunali. Non siamo la ‘Terra dei Fuochi’ ma in piccolo avviene la stessa identica cosa, una sorta paradosso che purtroppo non scandalizza più nessuno.
Sempre più spesso le aree di campagna solitamente poco visibili, sono diventate l’eden degli illeciti ambientali. Nonostante il D.L. 136/2013 si continuano a vedere – i cosiddetti rifiuti ingombranti, frigoriferi, divani, copertoni – anche sul ciglio stessa della provinciale 114. La domanda è d'obbligo: se tali rifiuti non fossero stati incendiati, quando sarebbero stati rinvenuti? Eppure il D.L. Terra dei Fuochi parla chiaro: “La combustione di rifiuti depositati in aree non destinate a discarica è reato. La condanna prevista è da due a cinque anni di carcere che può essere aggravata se ad appiccare il rogo sono aziende e non individui”. Gli approfondimenti sulle aree (una demaniale, l’altra incolta) sono state avviate gli indizi lasciati dagli stessi materiali abbandonati parla chiaro si spera solo che le indagini siano celeri tanto quanto la promessa bonifica.

Michele Palmieri



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