Intervista. Malusci: "Bucchi, persona straordinaria. Udinese-Benevento? Puo' succedere di tutto"

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Malusci, foto tuttomercatowebMalusci, foto tuttomercatoweb

L’ex difensore di Fiorentina, Foggia e Catania, Alberto Malusci, ha rilasciato alcune affermazioni a ilQuaderno.it. Il mercato del Napoli, le chance di promozione del Benevento, ma anche alcuni aneddoti su Maradona, sono stati i principali temi trattati.

Per Malusci il Napoli è già completo così com'è: "Credo che il Napoli stia già bene così. Ancelotti ha diverse alternative in vari reparti. E’ vero che altre squadre si sono mosse bene, ma credo che la squadra partenoepa resti l’anti –Juve. Con l’arrivo di Ronaldo i bianconeri restano la squadra da battere. La mia griglia vede la Juve favorita, poi il Napoli e le altre leggermente dopo. Ci saranno sempre alcune sorprese. L’Atalanta ha fatto molto bene e probabilmente vorrà riconfermarsi".

Anche la Fiorentina, ex squadra di Alberto, potrà dire la sua: " Non la vedo male: lo scorso anno ha cambiato diversi calciatori, trovando una sua fisionomia. Quest’anno ha inserito gli elementi giusti. Bisognerà capire se arriverà qualche centrocampista importante, in modo da dare a Veretout  la possibiltà di poter fare l’interno di centrocampo e non il vertice basso. Veretout è uno che ama inserirsi e provare il tiro. Fargli fare il vertice basso potrebbe un po’ limitare le sue caratteristiche. In attacco hanno un tridente di tutto rispetto, con l’arrivo di Pjaca, un ottimo colpo, Simeone e Chiesa. Se cambieranno le strategie societarie credo che Federico (Chiesa ndr)  resterà a Firenze;  visto che è molto legato a questa città. In caso contrario, lui ha 22 anni, ed essendo molto giovane vorrà vincere qualcosa. Penso che questo possa essere l'anno della sua definitiva consacrazione".

Il Benevento ha operato bene sul mercato e cercherà di risalire in A: "Lo scorso anno per il Benevento è stata una stagione particolare, ha giocato un buon calcio e meritava di raccogliere qualcosa in più. Alla guida tecnica c’è un mio carissimo amico (Bucchi ndr)  con il quale ho giocato a Catania. Un ragazzo straordinario, di qualità, che può fare solo bene. E’ stata allestita una rosa importate che se la giocherà fino alla fine. La serie B è sempre stato un campionato particolare, lunghissimo e indecifrabile".

E' un Benevento che potrà contare sull'apporto di alcuni calciatori come Maggio: "Christian darà sicuramente un contributo importante. Avendo giocato poco lo scorso anno, vorrà sicuramente rimettersi in discussione. Metterà a disposizione del gruppo la sua esperienza, così come Nocerino. Anche in difesa  si è operato bene: chi è arrivato è all’altezza della situazione, gente come Volta e Tuia offrono garanzie".

La prossima sfida di Coppa Italia contro l’Udinese potrebbe offrire delle sorprese. "Molto dipenderà dai carichi di lavoro che avranno i ragazzi. Sono gare impegnative. Sarà una partita insidiosa per l’Udinese. Sicuramente  - prosegue Malusci - potrebbe esserci qualche sorpresa. A volte può  succedere che una squadra di serie A scenda in campo prendendo un po’ sottogamba l’impegno. Il calcio non è più semplice come una volta. C’è un maggiore livellamento tra le varie categorie".

Veniamo a quello che è un problema ormai annoso del nostro calcio - ossia  - lo scarso investimento nel settore giovanile: "Il problema vero del calcio è lo scarso  investimento nei settori giovanili. Tutto questo avviene perché le società non danno più il tempo necessario ai ragazzi di crescere e sbagliare. Se credi in un ragazzo devi anche avere la forza di buttarlo in campo, altrimenti non crescerà mai. C’è la convinzione che all’estero si possano prendere giovani già pronti. Questo succede perché non hanno alcun timore nel mandarli in campo".

Ed ecco un  ricordo del Maradona calciatore: "Ho avuto la fortuna di giocare contro Maradona: il calciatore più forte al mondo. Non l’ho ma sentito inveire contro compagni o  avversari. Lui sapeva di dover subire tanti falli, ma in campo è sempre stato un ragazzo leale. Ricordo una sua giocata: era ‘magico’. Una volta mi trovai ad affrontarlo nell’uno contro uno. Mi stava puntando ed ero convinto di aver preso il pallone ma, ad un certo punto, e non so come fece, il pallone per un attimo scomparve e fui costretto a fargli fallo. Gli chiesi scusa. Aveva gli occhi anche dietro. Stiamo parlando di un extraterrestre".

"Molti paragonano Messi a Maradona, ma non dimentichiamo una cosa, pur parlando di due fenomeni, Diego nel 1986 vinse un Mondiale da solo. Quando Messi farà una cosa del genere ne potremo riparlare. Fermo restando, lo ribadisco, che parliamo di due fuoriclasse. Non dimentichiamo una cosa: Maradona ha sempre fatto bene ovunque. Poi è venuto a giocare in Italia, dove c’è un modo di marcare diverso. Molti calciatori, invece, hanno deciso di non venire a confrontarsi nel nostro campionato”.
Claudio Donato



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