Spotify: dalle origini, alla Borsa di Wall Street alla vendita di prodotti

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Spotify è una startup di origini svedesi arrivata sul mercato nel 2008 e che dopo solo 7 anni, nel 2015, ha già raggiunto gli oltre 75 milioni di utenti iscritti al servizio, parte dei quali nel giro di un anno sono diventati paganti (ben 40 milioni di persone).

Si tratta di un servizio musicale geniale che unisce la moderna esigenza di avere sempre le ultime novità e in tempo reale. Il portale di Spotify eroga in streaming on demand musica di ogni genere e nazione, permettendo a tutti quelli che hanno una connessione internet collegata a un device mobile, a una console, a una smartTv e ad altri dispositivi equipaggiati di ascoltare i propri brani preferiti.

La lista di canzoni a disposizione degli utenti è molto ampia, perché si tratta dei pezzi di diverse case discografiche di importanza mondiale, fra cui le importanti Sony, Emi, Universal e Warner Music Group. Il sistema è utilizzabile da quasi tutto il mondo ed è molto comodo, per non dover avere più supporti musicali o dover scaricare musica dal web (tra l’altro illegale).

La musica può essere ricercata per album, artista, genere, etichetta, playlist o anche ricercando direttamente la canzone d’interesse. Sullo stesso portale è anche possibile acquistare musiche di terze parti che non sono messe a disposizione delle case discografiche partner. A discrezione degli utenti la scelta fra la possibilità di accedere alla versione free, in cui viene però inserita la pubblicità fra un pezzo e l’altro, e una versione a pagamento, libera senza interruzioni pubblicitarie.

Spotify arriva in Borsa a Wall Street

Il grande colosso svedese quest’anno è anche sbarcato a Wall Street, con il simbolo Spot, aprendo le porte a una più vivace rivalità con Apple music. La capitalizzazione finale sembra potrebbe raggiungere i 23,5 miliardi di dollari. Dopo avere quindi rivoluzionato il settore musicale nell’acquisto e nel consumo, entra con una quotazione diretta nel mondo della borsa. I grandi appassionati del trading, quindi, vedono aprirsi con Spotify una nuova possibilità di guadagno.

È bene comunque ricordare che nel settore del trading bisogna avere delle competenze specifiche per avere dei risultati tangibili, a differenza del mondo delle slot gratis, in cui è possibile divertirsi e guadagnare senza grandi competenze tecniche. In tutti i casi, le previsioni di Spotify sono ambiziose, infatti, conta di raggiungere 96 milioni di abbonati e 208 di milioni di utenti attivi, quindi un aumento del 30-36% nel corso dell’anno.

Sguardo al futuro: diversificazione del business

Dopo lo sbarco in Borsa di inizio aprile, Spotify ha in programma un evento a New York per il prossimo 24 aprile in cui si vocifera potrebbe annunciare una diversificazione del suo business. Sull’invito all’evento è riportato semplicemente “news announcement”, quindi un’indicazione vaga, ma che in base alle discrezioni potrebbe tradursi come una vera e propria proposta di prodotti fisici tech. 

Già qualche settimana fa, infatti, si è parlato dell’arrivo sul mercato degli smart-speaker firmati Spotify, ovvero degli altoparlanti da installare in salotto sulla linea di quelli lanciati dall’agguerrito rivale Apple. Altre teorie invece parlano di un dispositivo per ascoltare la musica in automobile. Per sapere di che cosa si tratta bisognerà aspettare un paio di settimane. 



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