Costa a Pietraroja: "Le zone interne nostro asset principale, non possiamo permettere che si desertifichi l'80% del territorio"

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Il ministro Sergio Costa a PietrarojaIl ministro Sergio Costa a Pietraroja

Dopo la partecipazione al convegno di questa mattina, “Tesori Nascosti Tesori Svelati – La storia che crea il futuro”, organizzato dall’Ente Geopaleontologico di Pietraroja presso l’ex carcere di San Felice, il ministro Sergio Costa si è spostato a Pietraroja.

L’Ente Geopaleontologico di Pietraroja e Parco Nazionale del Matese – Ricerca, tutela, valorizzazione: opportunità di crescita e sviluppo per il territorio è stato il tema del successivo incontro nel comune del cucciolo di dinosauro, Ciro.

Sul tema si sono confrontati Angelo Pietro Torrillo, sindaco di Pietraroja, Gennaro Santamaria, presidente del Parco Geopaleontologico di Pietraroja, Vincenzo Girfatti, presidente Parco Regionale del Matese, Maria Carmela Giarratano, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, Antonio Di Maria, presidente della Provincia di Benevento, Nicola Cavaliere, Assessore all'Ambiente della Regione Molise, Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Giunta Regionale della Campania ed il Ministro Costa.

Angelo Pietro Torrillo, quale padrone di casa, ha aperto i lavori sottolineando quanto sia importante la giornata per il suo comune, che sul Parco ha investito molto, certo che possa ridare una speranza ai giovani del territorio.

Durante l’incontro sono state ripercorse anche le tappe, dalla scoperta della lastra del fossile, da parte del veronese Giovanni Todesco, all’apertura del museo nel 2005. Torrillo considera “Ciro” come un grande patrimonio, dalle immense potenzialità, ma “con freno a mano tirato” ed ha espresso quindi la volontà di portare avanti il lavoro, ancor più alla luce del connubio con il Parco Nazionale del Matese.

Il Presidente del Parco del Matese, Torriglio, gli fa eco confermando la volontà di fare meglio per il futuro, facendo tesoro degli errori del passato: “Bisogna pensare al Parco come un’occasione per cittadini ed imprese”. Quindi elenca l’obiettivo della conservazione del patrimonio culturale e ambientale su cui basare il turismo.

Sullo stato di avanzamento del Parco – che è a buon punto - è intervenuta Maria Carmela Giarratano, che ha spiegato come i Parchi che funzionano meglio sono quelli in cui sin dalla loro costituzione, sono stati coinvolti tutti i soggetti e che hanno implementato meglio la loro governance.

“Ciro ci chiama ad una atto di umiltà – ha esordito nel suo intervento Fulvio Bonavitacola - Il territorio deve valorizzare questa risorsa. I parchi si fanno dove la natura è straordinaria e qui lo è”. Impossibile, soprattutto per lui, non toccare un tema spinoso per l’area: quello dell’impianto di compostaggio di Sassinoro. “Su sassinoro possiamo parlare quando volete, la questione rientra nella programmazione di impianti pubblici, ma quello di Sassinoro è un privato che si accinge a realizzarlo”. All’esterno, intanto si sono registrati anche momenti di tensione, con gli ambientalisti che chiedevano un incontro e Bonavitacola che si è rifiutato di incontrarli.

Di Maria si è soffermato invece sui vincoli da trasformare in un’opportunità e trasformare le nostre aree interne in laboratorio in cui sperimentare nuove strategie di rilancio del territorio, facendo però anche un’attenta analisi sulle motivazioni che spingono i nostri giovani a migrare piuttosto che restare a parità di sacrifici da fare.

Il ministro Costa dice di essere presente “Perchè siamo stati convocati da Ciro”. Sottoinea come l’ente non poteva che sorgere a Pietraroja, ed approva l’idea della struttura di 3 mila metri quadri per un’ente di ricerca che abbia un’unicità di livello internazionale.  La sua visione è “immaginare l’Italia come paese parco, la tutela ambientale non è mai distante dall’imprenditoria e dallo sviluppo del territorio. Sono due cose che camminano insieme”. Quindi cita l’ultimo premio nobel, Steiner che teorizza la convergenza tra il vecchio paradigma dell’economia che si trasforma in un nuovo: la Green economy. “O lo salviamo così il pianeta – sottolinea - o il pianeta non ci salverà. Mettere insieme green economy e tutela e farli camminare insieme. Quindi spiega di aver cambiato l’assegnazione dei fondi per il protocollo di Kyoto, puntando sull’efficientamento energetico partendo prima di tutto dai parchi nazionali.

Quindi annuncia fiscalità di vantaggio, per i parchi nazionali, nella prossima finanziaria. E precisa che quando si hanno dei vincoli – come succede nei parchi - bisogna restituire qualcosa, in modo da fornire un elemento che consenta di restare sul territorio.

L’ambientalismo anni 80 ha avuto tanti pregi – aggiunge - ma si deve evolvere in pragmatismo ambientale. I cittadini non possono viverlo solo dal punto di vista culturale ma anche hanno necessità che vi sia anche un aspetto economico, altrimenti – è il suo monito – il rischio è l’ambientalismo di salotto. 

“L’italia – conclude - per l’80 per cento è territorio di collina e di montagna - nostro asset principale – dove vive il 20 per cento della popolazione. Non possiamo permetterci di abbandonare l’80 per cento del territorio italiano”. Quindi ha garantito attenzione ed ascolto al territorio, dicendosi pronto ad incontrare tutti, non solo per appartenenza o a fini elettroalistici.



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