Citta' Spettacolo e Cena in Bianco, l'attacco di Fausto Pepe

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Cena in biancoCena in bianco

Pepe torna a parlare anche del dissesto economico dell’Ente di Palazzo Mosti.

“C’è sempre molto dibattito in Italia su come si finanzia una manifestazione culturale o ricreativa negli enti locali, specialmente nei periodi di grave crisi economica come quella che ancora attualmente viviamo. Ancora di più se l’Ente locale è in dissesto finanziario, come accade, ahimè per scelta politica, nella città di Benevento”.

A dirlo in una nota è l'ex sindaco Fausto Pepe che torna a parlare della kermesse Benevento Città Spettacolo ed in modo particolare dei finanziamenti e dell’organizzazione.

“La cosa incredibile – ha aggiunto – è che dopo l’approvazione in Consiglio Comunale del ‘bilancio stabilmente riequilibrato’ con gravi errori, ricordo la mancata approvazione nei termini normativi e pubblicistici del Piano triennale delle opere pubbliche o anche le tante irregolarità legate ai residui e quindi agli equilibri di bilancio, il Ministero degli interni ha chiesto pagine e pagine di chiarimenti e di correzioni. Non c’è stata però nessuna discussione ne approfondimento nel merito. Nemmeno un comunicato ufficiale del Comune di Benevento”.

Per Pepe, “Oggi invece, a ‘difesa’ delle scelte sulle politiche ‘culturali’ di Mastella, c’è grande ‘verve’ da parte dell’Amministrazione, peraltro sull’unico argomento che interessa veramente il sindaco: le feste. Inutile ricordare che esiste una norma che indica in caso di dissesto finanziario quali spese possono essere sostenute e quali no. Possono essere sostenute solo le spese per finanziare i servizi “indispensabili”, che peraltro sono pure elencati. Esiste addirittura una delibera della Corte dei Conti che rafforza tale assunto per il Comune di Benevento”.

Secondo il consigliere dell’area Dem: “La cena in bianco quindi deve essere gratuita, i servizi a carico dei privati, ed il Comune può solo collaborare alla sua organizzazione, ma senza soldi. I fondi che possono essere spesi per le manifestazioni culturali e ricreative sono solo quelli di finanza derivata dalla Regione Campania, che però devono essere preventivamente autorizzati se utilizzati in maniera difforme dal progetto presentato. Certamente non possono essere utilizzati fondi per spese di investimenti pubblico, come il recupero di teatri, per realizzare feste o cene o altro. Insomma l’assenza assoluta di un dibattito cittadino sulle vere cause del dissesto, nonché l’assenza assoluta di una programmazione amministrativa tesa al risanamento, si veda la gara per rafforzare le entrate tributarie ancora dolosamente ferma, contestualmente all’abitudine del sindaco Mastella di non rispondere mai nel merito ma solo con invettive a mezzo stampa, ha portato la Città ad una normalizzazione al ribasso su ogni tipo di approfondimento o di dibattito.  Così com’è nella fattispecie risulta nullo l’approfondimento o le scelte adoperate per la rassegna di Città Spettacolo, che non è stata nemmeno dibattuta o presentata nella commissione cultura del Comune”.

E conclude: “Ben vengano quindi i dibattiti animati in città da tutti gli spiriti liberi, non di meno dal senatore Viespoli e dal segretario generale Nuzzolo”.



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