Medico aggredito al Fatebenefratelli. La denuncia della Cgil

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Taddeo e LandiniTaddeo e Landini

L'episodio è avvenuto lo scorso mercoledì. 

“Nemmeno il tempo di manifestarlo il malcontento e il disagio cronico che colpisce il personale e l’utenza del Fatebenefratelli di Benevento, inviando continui solleciti alle Direzioni Centrali e Locali e, da ultimo, investendo anche il Prefetto, che non tarda ad arrivare l’ennesima notizia di aggressione nei confronti di un medico del Pronto Soccorso”.

Così, Pompeo Taddeo, sindacalista dell’FP Cgil e coordinatore della “Sanità Privata” che denuncia l’aggressione di un medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento.

“Nella mattina di mercoledì scorso – spiega Taddeo – un medico in servizio presso il Pronto Soccorso veniva aggredito, così come riportato nel referto col quale lo stesso si congedava dal lavoro per malattia. A dimostrazione di quanto andiamo affermando ormai quotidianamente: vi è bisogno di più personale, e anche se apparentemente il nesso tra l’aggressione ad un medico e il problema della carenza di organico non sembra così immediata, in realtà le due cose sono assolutamente correlate e consequenziali”.

“Come avevamo sottolineato in qualche altra recente nota – aggiunge – se in Pronto Soccorso (come del resto in tutti altri reparti) vi operano solo poche unità in regime di permanente sottodimensionamento e carenza di personale, va da sé che nel caso in cui si verifica anche solo un piccolo cumulo di accessi in attesa di primo soccorso, se un medico non esce dalla stanza, o un infermiere prega i pazienti di attendere, di contro gli arrivano addosso offese ed improperi, nel migliore dei casi, e vere e proprie aggressioni fisiche in altri. Queste le motivazioni della nostra battaglia sindacale, perché è paradossale che coloro che hanno il compito di salvare e tutelare la vita, debbano vedersi costantemente minacciata la propria solo a causa di un malcontento che scaturisce dai pazienti (nel caso dei Pronto Soccorso) o dai loro familiari (nel caso degli altri reparti), che si manifesta in rabbia e sfocia sovente in vera e propria violenza, a causa di decisioni che non dipendono né dagli uni né dagli altri”.



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