Eolico. Attivisti bloccano pacificamente lavori, Forestale sequestra area - FOTO

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Eolico Morcone Eolico Morcone

Il blocco pacifico dei lavori era iniziato stamani mentre già sabato era stata presentata apposita denuncia. Nel pomeriggio il sequestro dell'area. 

La protesta di associazioni, comitati, allevatori e cittadini era partita nei giorni scorsi a Morcone in località Montagna Fasano zona “Tre Cantoni – Ripa Maleportelle” dove erano partiti i lavori, in questo caso di sonaggio, per l’installazione di torri eoliche lungo il versante del Matese Sud Orientale.

Nella giornata di sabato, un esposto, era stato presentato da Altrabenevento e Fronte Sannita per la Difesa della Montagna al Comando Stazione Carabinieri Forestali di Pontelandolfo, al presidente della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro e alla Procura della Repubblica di Benevento“Sabato con Altrabenevento – spiega Pinuccio Fappiano – abbiamo depositato una richiesta di sequestro del cantiere poiché ancora non è apparso alcun cartello di apertura di cantiere da cui si possa evincere l'autorizzazione. Per quanto ci riguarda sono opere abusive che abbiamo denunciato con un esposto al comandante della stazione della Forestale/Carabinieri di Pontelandolfo”. 

Dopo quanto accaduto sabato, stamani i cittadini sono nuovamente saliti in alta montagna per capire se il cantiere fosse, ancora aperto. Da qui la volontà di bloccare pacificamente i lavori, "e impedire - ha spiegato Altrabenevento - l'ulteriore danneggiamento ambientale di aree che lo stesso PAF è chiamato a tutelare come espressamente prescritto dall'UOD Foreste della Regione Campania nella Autorizzazione Unica. Vi è notizia che sulle particelle degli usi civici di Morcone sia stata già effettuata la "martellatura" di individui arborei, cioè siano stati individuati ben 310 alberi da abbattere al solo scopo di allargare la viabilità esistente per permettere il transito di tir per trasporti eccezionali che porteranno gli enormi elementi per la costruzione delle pale eoliche da 150 metri. C'è con tutta evidenza non una semplice trasformazione nell'uso del suolo ma un vero stravolgimento di funzioni di quel territorio destinato da tempo ad essere presidio di naturalità in quanto inserito nelle Zona di Conservazione Speciale (ZSC) denominata "Pendici del Monte Mutria" inserita nella Rete di Natura 2000 dalla Comunità Europea. 

Poi nel pomeriggio la svolta con i Carabinieri Forestale che giunti nuovamente sul posto hanno sequestrato l'area. 



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