Ex Consorzi. Dipendente scrive una lettera aperta ai nuovi consiglieri

11:43:49 3019 stampa questo articolo
Pierino Mancini. Foto di Luigi Mastromarino. Tutti i diritti riservati.Pierino Mancini. Foto di Luigi Mastromarino. Tutti i diritti riservati.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta scritta da Piero Mancini dipendente ed ex lavoratore dei Consorzi che da anni portano avanti la loro vertenza lavorativa. Indirizzata ai nuovi consiglieri comunali e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Benevento, Mancini chiede ancora per quanto tempo i beneventani dovranno pagarne i costi.

 “Il Consiglio comunale è stato fortemente rinnovato. Ciò, in linea generale, è molto positivo. Gli elettori si aspettano, data la gravità dei problemi, un diverso indirizzo nella gestione della cosa pubblica. Più vicina alle persone e alle loro esigenze: una concreta e percepibile discontinuità. La nostra città vive momenti di grandi mutamenti.  Se non governati in maniera adeguata porteranno, nei prossimi anni, ad uno sfacelo sociale e morale che non conviene a nessuno. Auguro, per questo, soprattutto alle tante donne, quasi tutte molto giovani, di avere, anche in questa veste, quella sensibilità e concretezza che le caratterizza nel risolvere problemi complicati.

Anche se è molto presto per dare giudizi, non possiamo non sottolineare la forte personalità manifestata dalla presidente della Commissione Finanze, Annalisa Tomaciello, per il rigore e la determinazione con cui gestisce una situazione da far tremare i polsi.

Per questa anomala vertenza sono state spese miliardi di parole. Tante lucide. Tante opportuniste o fuorvianti. Tante inutili o dannose. I lavoratori, per aiutarvi a meglio comprendere la complessa vertenza, metteranno a vostra disposizione, quanto prima, anche un documento da cui chiaramente si evince la responsabilità morale, politica e amministrativa di chi ha determinato questa grave situazione. Un documento che è stato redatto da un professionista serio e di alto livello. Il documento è stato redatto utilizzando le leggi dello Stato e della Regione.

Ad Avellino, rispettando e applicando queste leggi, hanno creato la società Irpiniambiente, per ironia della sorte presieduta da un beneventano, che ha garantito il lavoro a tutti i dipendenti dei Consorzi che ivi operavano, con beneficio sui costi e di una migliore organizzazione nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. A rigor di logica si può accusare gli avellinesi di aver compiuto delle illegalità o illegittimità amministrative, nel dar vita alla società Irpiniambiente? Ovvero, non sono i nostri amministratori ad essere inadempienti, non avendo ottemperato a precisi indirizzi di legge?

I dipendenti degli ex Consorzi si augurano che lo stesso rigore e determinazione venga posto in essere per far cessare lo scandalo, sempre più evidente visto i costi incredibili della gabella che grava sui poveri beneventani, rappresentato dalla società Asia. Infine, i famosi 992mila euro che il Comune deve al Consorzio Bn1, non sono una tantum. Essi si riferiscono solo a due annualità. Gli operatori riceveranno lo stipendio senza aver svolto alcun lavoro, non per loro volere, come già è avvenuto, per ingiunzione del Tribunale, per i dipendenti del Consorzio Bn3: uno scandalo di enormi proporzioni”.

Piero Mancini, dipendente ex Consorzio Bn3



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