Il sindacato autonomo FIALS interviene sulla vicenda del CMR di Sant'Agata de' Goti

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Sciopero lavoratori CMRSciopero lavoratori CMR

Il Centro Medico Erre di Sant’Agata de’ Goti è da tempo al centro di una lunga vertenza che vede i lavoratori in attesa di soluzione per gli stipendi arretrati, alla luce degli accordi sinora siglati e dalla richiesta di accordo di concordato preventivo, sulla vicenda interviene con una nota il sindacato autonomo FIALS.  

La FIALS, pur non essendo un sindacato confederale, ritiene di "essere attualmente il sindacato più rappresentativo in azienda" e si dissocia completamente dalla manifestazione indetta a Benevento, "in modo unilaterale", dalla CGIL e UIL del giorno 10 gennaio 2017, in quanto "non motivata e non funzionale al momento che stiamo vivendo". La sigla sindacale ricorda che ci si trova nel mezzo di una procedura nell’ambito della legge fallimentare, per cui il tentativo del Concordato Preventivo ha la finalità di evitare il fallimento e rappresentare un momento di cambiamento rispetto alla precedente gestione.

"Lo scopo delle manifestazioni" - dichiara il sindacato  - "che abbiamo, noi per primi, portato avanti dal mese di Settembre 2016 era proprio questo: uscire dalla fase di stallo in cui versavamo come dipendenti del CMR e ottenere una scelta conseguenziale. Già non riuscivamo a capire le ragioni della manifestazione di martedì, indetta per di più da organizzazioni sindacali che in questi anni hanno rappresentato un supporto fondamentale per l’attuazione delle nefandezze perpetrate dalla Proprietà e dall’Amministrazione aziendale; ma quanto apparso di recente sulla stampa locale evidenzia l’assoluta inconsapevolezza di queste organizzazioni sindacali rispetto alle problematiche esistenti. Affermare che l’azienda prima di discutere con i sindacati deve sanare le 13 mensilità arretrate significa semplicemente non aver capito un nulla di quello che sta succedendo. Se l’azienda aveva i soldi per sanare la situazione debitoria dei dipendenti e dei creditori tutti non avrebbe certamente richiesto la procedura di concordato e quindi il controllo del Tribunale fallimentare sull’attività".

Insomma, la FIALS precisa che "La fase attuale prevede solo il pagamento delle mensilità correnti e per corrente s’intende tutto quello che è maturato dal 24 novembre 2016. Nel frattempo l’azienda dovrà redigere un piano industriale di risanamento, con una vera copertura finanziaria rappresentata da investitori seri e sicuri. La redazione del piano deve avere il contributo fondamentale dei sindacati. Se questo piano non è fattibile e non accettato dall’assemblea dei creditori il concordato viene bocciato e l’azienda fallisce. In tutto ciò, chiedere il pagamento di tutte le mensilità arretrate senza un piano industriale di risanamento a che serve?"

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