Benevento, si insedia il nuovo questore Luigi Bonagura: "Lavoreremo con il massimo impegno"

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Presentato il nuovo questore di Benevento che il prende il posto del suo  predecessore Giuseppe Bellassai

“Innanzitutto, dovrò conoscere meglio il mio personale. La Polizia si sta evolvendo e noi dobbiamo restare nel solco di questa evoluzione. Il capo della Polizia ha voluto un forte rinnovamento della nostra istituzione e dobbiamo essere artefici di questo rinnovo. Spero di essere all’altezza.  Cercherò di fare in modo che da parte nostra e dei cittadini di Benevento ci sia un punto di incontro per favorire la nostra crescita e quella della città".

"Sono stato informato che il Sannio non è un'oasi felice e la nostra squadra mobile sta lavorando alacremente su alcuni aspetti. Speriamo di dare presto delle risposte a delle problematiche che bisogna reprimere nel caso di necessità".

Il nuovo questore ha sempre fondato la  sua carriera su alcuni principi: "Uno di qeusti  accompagna e continuerà a farlo nel corso della mia carriera, ed è quello di interloquire con chi mi sta di fronte. E’ una cosa che faccio con i miei collaboratori e con le persone con le quali sono a contatto".

"Sono felice di essere a Benevento per diversi motivi: innanzitutto perché il capo della Polizia ha ritenuto di non allontanarmi troppo dalla mia famiglia. Per me è un fatto assolutamente indispensabile, considerando che mia moglie fa il mio stesso lavoro a Campobasso. Questa cosa è importante perché non mi tiene distante anche dalle mie figlie, visto che vivo a Palma Campania e la distanza non è proibitiva. Altri motivi sono quelli di poter lavora in una città prosperosa. Confesso di non conoscerla in maniera approfondita. Tutta la mia carriera si è svolta alla Digos di Napoli. Lì sono stato 23 anni: iniziai da vice commissario e conclusi da dirigente. Sono stato, poi, quattro anni in un commissariato del centro storico di Napoli. L’ufficio era a due passi da San Gregorio Armeno. Due anni ancora, li ho svolti come questore vicario per poi approdare a Benevento".

"Da questi primi contatti  - prosegue il dottor Bonagura - ho visto una città ordinata, forse perché sarò abituato un po’ alla confusione di Napoli. Ho trovato anche delle zone gradevoli, sono stato colpito da alcuni angoli della città. Evidentemente il lavoro che si sta facendo, anche da parte delle amministrazioni locali, sta dando i suoi frutti. Noi dobbiamo metterci in scia e seguire questo lavoro dal nostro punto di vista, in modo da rendere questa città sempre più accogliente e bella. Anche la realtà calcistica non va sottaciuta. Sono tifoso del Napoli, ma c’è un motivo che mi lega a Benevento, ed è la presenza di Maggio che per me è sinonimo di professionismo da prendere ad esempio per tutti i giovani. In generale sono campanilista e incrociamo le dita, sperando di portare fortuna per i prossimi playoff”.

Bonagura punta molto sull'affiatamento del suo staff: “Ho una squadra molto affiatata. Alcuni dei miei colleghi, come il direttore Caruso, sono professionisti che conoscevo e con i quali ho avuto occasione di lavorare a Napoli. Le strade di Napoli ci hanno visto artefici di giornate di ordine pubblico che, fortunatamente, Benevento non ha mai vissuto; ma questo è un vanto per la città sannita”.

Il lavoro svolto dal suo predecessore Bellassai sarà molto importante: “ Io dovrò lavorare poco, anche perché, immagino che il mio predecessore abbia fatto un egregio lavoro. Ho pochi punti fermi nella mia attività: c’è un detto di un vecchio presidente degli Stati Uniti che mi accompagna. Il presidente Johnson una volta disse: ‘Non imparo mai parlando’. Preferisco tacere piuttosto che dire sciocchezze e sono piuttosto riflessivo. Prima di fare un passo, cerco di capire quali possano essere le conseguenze. C’è poi una frase di Aristole che dice: ‘La meraviglia è il principio della conoscenza’. Nella vita dobbiamo sempre meravigliarci. Non dobbiamo mai accontentarci di quello che abbiamo e restare passivi rispetto alle cose che accadono".

"Ho sempre pensato che condividere i problemi, spesso vuol dire risolverli. La collaborazione è un principio necessario per ottenere risultati positivi. Quando ho lavorato alla Digos di Napoli c’era un sostituto procuratore che portava me e il collega del Ros dei Carabinieri come esempio di collaborazione fattiva; quando all’epoca - tra Polizia e Carabinieri - c’era ancora quel retaggio di contrapposizioni inutili. Prima di usare il manganello, che per me è l’extrema ratio, devo dialogare e parlare con il manifestante che ho di fronte, perché - probabilmente - potrò raggiungere uno scopo che possa evitare problemi a entrambi. Anche con la stampa ho sempre avuto un rapporto sereno e di collaborazione, cosa che avverrà anche qui a Benevento”.

Al temine della presentazione, il presidente dell'assostampa sannita, Giovanni Fuccio, ha portato i saluti della categoria e omaggiato il dottor Bonagura con un libro.

Claudio Donato



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