Bene confiscato in contrada Olivola, le diocesi a favore di LIbera: "Il Comune di Benevento non faccia passi indietro"

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Libera Benevento. Foto tratte dal profilo fb del Coordinamento di Libera BeneventoLibera Benevento. Foto tratte dal profilo fb del Coordinamento di Libera Benevento

In una nota congiunta le Ac diocesane di Benevento e di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti sostengono l’appello di Libera. “Rinunciare ad un bene confiscato significa togliere un segno di speranza. Non stacchiamo la spina alle possibilità di cambiamento, ma costruiamolo!”.

In seguito alla notizia della rinuncia del Comune di Benevento ad acquisire al proprio patrimonio i beni confiscati a Giuseppe Ciotta, siti a contrada Olivola, decisione avvenuta in seguito ad atti vandalici perpetrati ai danni della struttura, le Azioni Cattoliche delle Diocesi di Benevento e di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, in una nota congiunta, appoggiano pienamente l’appello di Libera all’amministrazione comunale di non fare passi indietro. 

“Sosteniamo e condividiamo totalmente l’appello di Libera, chiedendo al Comune di Benevento di non fare passi indietro rispetto all’acquisizione del bene confiscato ad un esponente di un clan camorristico. Sottrarre patrimoni alla criminalità organizzata, per destinarli ad un uso sociale, è una tripla opportunità per i cittadini. Opportunità nel togliere la terra sotto ai piedi al potere delle mafie. Opportunità nel dare alle comunità un messaggio forte e chiaro di responsabilità e di impegno nella direzione dell’educazione alla legalità per costruire giustizia sociale e speranza. Opportunità nel restituire alla comunità un bene che le appartiene e su quel bene costruire posti lavoro e speranze di cambiamento. Rinunciare alla gestione dell’immobile di contrada Olivola significa arrendersi e, insieme con Libera, vi chiediamo di non arrendervi, di non gettare la spugna e di non arretrare di un solo passo. Arrendersi significa rischiare di far passare il messaggio che la criminalità organizzata e l’illegalità diffusa abbia battuto lo Stato. Arrendersi significa togliere opportunità ai cittadini e, con esse, togliere un segno di speranza”.

I Consigli diocesani delle due Ac sannite, coordinati rispettivamente dai presidenti Vincenzo Mastronardi e Giovanni Pio Marenna, provano ad incoraggiare sia il comune di Benevento, sia altri comuni sanniti che hanno acquisito al proprio patrimonio beni confiscati, a non demordere e ad andare avanti. “Cambiare è sempre possibile: bisogna scegliere di volerlo con responsabilità, di crederci con consapevolezza e di lottare per quello in cui si crede con fermezza. L’impegno può dirsi tale soltanto se diventa un segno concreto di testimonianza di speranza.

Come componenti del Coordinamento provinciale di Libera – ricordano le due Ac nella nota congiunta – non possiamo che confermare, infine, quanto già manifestato ancora una volta nella nota di Libera, e cioè la piena disponibilità nell'accompagnare in questo percorso l'amministrazione comunale di Benevento e tutte quelle amministrazioni comunali del nostro territorio provinciale che, dopo attenta valutazione, hanno accettato di acquisire beni confiscati dall'Agenzia Nazionale, provando insieme a trovare soluzioni possibili che non prevedano di cedere allo spavento di eventuali intimidazioni, velate o più esplicite, e allo sconforto delle difficoltà di carattere burocratico. Coraggio, non siete soli! Insieme è possibile vincere paure e indifferenze per non darla vinta alle mafie. Lo dobbiamo a noi stessi. Lo dobbiamo a tutte le vittime della criminalità organizzata”.

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