Mutui a tasso variabile: pesante l'impatto dell'aumento dei tassi. Pesa l'esposizione finanziaria delle famiglie

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L'aumento dei tassi di interesse pesa sui mutui a tasso variabile, con un aumento delle rate del 36% e un rischio di insolvenza in crescita.

L'analisi di CRIF evidenzia come l'aumento dei tassi di interesse abbia avuto un impatto significativo sui mutui a tasso variabile. Le rate mensili sono aumentate in media del 36% rispetto ai minimi di metà 2022, con un picco del 49% per i mutui erogati negli ultimi 5 anni.

Aumenta l'esposizione finanziaria

Nonostante le 24 rate pagate nel periodo fra gennaio 2022 e dicembre 2023, l'esposizione finanziaria dei mutuatari a tasso variabile è aumentata del 25%. Questo significa che il livello complessivo di indebitamento di chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 5 anni è cresciuto in modo significativo.

Peggiora il rapporto rata-reddito

L'aumento delle rate mensili ha prodotto un peggioramento del rapporto rata-reddito, in media di 8 punti percentuali dai minimi di metà 2022. Per i mutui erogati negli ultimi 5 anni tale peggioramento ha raggiunto i 10 punti percentuali.

Aumenta la tensione finanziaria

Nonostante non ci sia stato un incremento significativo del tasso di insolvenza, l'indice di tensione finanziaria è peggiorato. Questo significa che i mutuatari a tasso variabile stanno affrontando una maggiore difficoltà nel sostenere il peso del debito.

Prospettive incerte

Le prospettive di un possibile abbassamento dei tassi a giugno 2024 fanno sperare per un sollievo ai mutuatari, ma l'incertezza del contesto macroeconomico e geopolitico rende difficile prevedere l'andamento futuro dei tassi di interesse.

In questo contesto, è importante che i mutuatari a tasso variabile monitorino attentamente la propria situazione finanziaria e si attivino per trovare soluzioni per ridurre il peso del debito.

Simone Capecchi, Executive Director di CRIF: "Le dinamiche di crescita dei tassi di interesse hanno portato nell’ultimo biennio a un significativo impatto sui mutuatari a tasso variabile. L'analisi condotta da CRIF fornisce un quadro dettagliato di questa situazione, rilevando soprattutto come sia variata l'esposizione finanziaria dei sottoscrittori di mutui erogati negli ultimi 5 anni. Tuttavia, nonostante questi impatti, i dati evidenziano che non c'è stato un incremento significativo nel tasso di insolvenza sebbene si sia osservato un aumento della tensione finanziaria. Le prospettive di un possibile abbassamento dei tassi a giugno 2024 fanno sperare per un sollievo ai mutuatari, riducendo la pressione e contribuendo a stabilizzare la situazione finanziaria. In ogni caso, è fondamentale, nell’attuale contesto macroeconomico e geopolitico di incertezza, rimanere vigili per affrontare le sfide che lo scenario potrebbe presentare”.

CRIF (Centrale Rischi Finanziari), è una società italiana privata fondata a Bologna nel 1988. CRIF si occupa principalmente di Sistemi di informazioni creditizie, Business information e Analytics.

CRIF gestisce un database di informazioni creditizie su privati e imprese, che viene utilizzato dalle banche e dalle finanziarie per valutare la solvibilità dei richiedenti credito, fornisce informazioni su aziende e mercati, per aiutare le imprese a prendere decisioni strategiche e offre servizi di analisi dati per aiutare le aziende a migliorare la propria efficienza e redditività ed è è il primo gruppo nell'Europa continentale nel settore delle credit information bancarie.

Annalisa Giuressi



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